Pure la giornalista molisana Doretta Coloccia è calabrese onoraria ed eccellente!

Caro Tito, con questa “Lettera n. 355” del 12 ottobre 2021 concludo la rassegna dei cinque personaggi che il prossimo giovedì 4 novembre (Giornata dedicata istituzionalmente all’Unità d’Italia, completata nel 1918) riceveranno il riconoscimento assegnato Loro da due associazioni culturali: L’UNIVERSITA’ DELLE GENERAZIONI e gli “AMICI DELLA CALABRIA”. La pergamena del Premio-Attestato di “Calabrese Eccellente” andrà al maestro Reginaldo CAPPARELLI, artista ed ebanista di Trani (Lettera n. 346); al sacerdote monsignore don Adamo CASTAGNARO parroco di Conflenti – CZ  (n. 352); e alla manager Rosy EPIFANI di Milano (n. 347); mentre due altri personaggi riceveranno il Premio-Attestato di “Calabrese onorario ed eccellente”: l’abruzzese Guerino CAPORALE, ex-assessore del Comune di Lanciano (CH) ed ex Consigliere Regionale (n. 350); e la molisana Doretta COLOCCIA, giornalista televisiva di Campobasso (n. 355).

1 – DORETTA COLOCCIA

Caro Tito, poche persone ho conosciute veramente solari, garbate, distinte, affettuose e stakanoviste come Teodora COLOCCIA (detta Doretta) nostra collega giornalista, nata in Campobasso il 13 gennaio 1945 (la stessa età di mia sorella Concetta – mi ricorda spesso – dopo aver letto i sette volumi del “Libro-Monumento per i miei Genitori”). Doretta è assai nota in Molise soprattutto perché ha ideato e condotto programmi televisivi di grande successo, basati su interviste in diretta di numerosissimi, importanti e vari personaggi (oltre 300 in 19 anni, dal 1991 al 2010) da una delle prime, maggiori e più seguite emittenti molisane, TeleRadioCampobasso, poi divenuta definitivamente ed ancora è “Teleregione Molise”.

2 – COME HO CONOSCIUTO DORETTA

Nel 1991 ho saputo di Doretta Mite Coloccia (Mite è il cognome del marito Giulio, “mite” di cognome e di fatto, persona signorile, taciturna ma simpaticissima) quando entrambi eravamo collaboratori del neonato settimanale CORRIERE DEL MOLISE, fondato e diretto dal 1989 da quel Pietro COLAGIOVANNI che ha il merito (e lo ringrazio ancora e anche da qui) di avermi dato la possibilità di diventare “giornalista-pubblicista” iscritto all’Ordine con tessera datata 04 marzo 1994 (giorno del mio 44° compleanno, lieta coincidenza!), curando per oltre tre anni una intera pagina intitolata “Speciale Donne e dintorni”. Invano avevo tentato di ottenere in Calabria l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti, nonostante tante e solenni promesse (fatte – specialmente dopo la vicenda del “paese in vendita” del 1986/88 – a me … che comunque avevo già cominciato a scrivere sui giornali nazionali fin dall’aprile 1965, appena compiuti i 15 anni)! …

Poi ci siamo sentiti più volte per telefono nel 1992-93 mentre seguivo, con molto interesse, da TeleRadioCampobasso alcune sue trasmissioni televisive incentrate su lunghe interviste di un’ora (circa 50 minuti al netto delle pubblicità intermedie) a personaggi di varie professionalità ed esperienze esistenziali. Doretta ha fatto un così gran lavoro che nessuno finora è riuscito ad eguagliarla e a fare da solo, nemmeno coloro che hanno cercato di imitarla. Ci vuole tanta motivazione, volontà e tenacia per giungere a importanti risultati, sia come volume che come significato e valore!… Una vera stakanovista dalla rara intelligenza del cuore e sensibilità etica-umanista! Un personaggio davvero unico e memorabile, almeno in Molise. Sicuramente da segnalare alle nuove generazioni!!!…

 

Così, nel febbraio 1996, Le ho chiesto di avere l’onòre di essere intervistato pure io. Per parlare del libro “Prima del Silenzio” che avevo dato alle stampe sette mesi prima, nel giugno 1995. I contenuti di tale pubblicazione erano molto vicini ai valori che Doretta andava solitamente evidenziando in questi assai interessanti incontri televisivi, durante i quali aveva una capacità (davvero unica) di svelare (quasi mettendo delicatamente ai raggi X) persino l’intimità spirituale ed umana più nascosta degli intervistati, addirittura fino a farli commuovere del bello di sé stessi. Poiché evidenziava il meglio di ognuno!

Come, ad esempio, è successo, a piacevole sorpresa, con l’anziano e stimato amico agnonese, maestro elementare di mia moglie e giornalista di lungo corso Costantino MASTRONARDI, uomo gentilissimo ma inalterabile e tutto di un pezzo, il quale ha ammesso che soltanto Doretta era riuscita così tanto dolcemente, con il suo sereno dialogo e le sue domande suadenti, a toccare le corde più ìntime della sua umanità, mai voluta mostrare ad alcuno, nemmeno alla bella e brava moglie Rosina (forse per  quel comprensibile pudore che caratterizzava le coppie di una volta)! L’evidente commozione televisiva di Costantino Mastronardi, sensibile e raffinato scrittore, ha stupìto pure me. Probabilmente Doretta avrebbe dovuto fare la psicanalista etica! Un dono del tutto spontaneo e naturale!…. Vocazionale! …

Personalmente (per tutti i suoi grandi e significativi meriti socio-culturali, ma anche per la bella amicizia e la reciproca e profonda stima con Lei e con il marito Giulio) Le ho dedicato tre pagine (243-245), inserendoLa tra “I MIEI VIP” nel sesto volume del “Libro-Monumento per i miei Genitori” (collana di 7 volumi edita nel maggio 2007). Tra l’altro, è stata una delle prime giornaliste in Italia a realizzare la cosiddetta “Storiografia mediatica” ovvero la conoscenza professionale o istituzionale dei personaggi pubblici, intervistando il meglio del Molise (e oltre). Pure per questo l’Archivio di Stato di Campobasso era ed è ancora interessato (su mio input) a prendere in carico e valorizzare adeguatamente tutto il suo Archivio, fatto di oltre 300 registrazioni magnetiche che custodiscono questa originalissima e vivente “Storia del Molise” (e dintorni) dell’ultimo secolo.

Ad esempio, l’ormai anziano senatore Remo Sammartino (ora defunto), già sindaco di Agnone, politico di razza e parlamentare di numerose legislature con incarichi governativi, ha raccontato tutta la sua lunghissima attività politica e istituzionale, con episodi inediti cui potranno attingere anche gli storici. Fu talmente contento dell’intervista che ha sentito il dovere di scrivere a Doretta una lettera così piena di lodi e di apprezzamenti che ancora adesso La commuovono nel rileggerla. Per Lei tale lettera vale come un Premio alla carriera! Ma tanti altri e di pregio hanno scritto di Lei. Ne verrebbe fuori un grosso volume nel solo raccogliere i messaggi di apprezzamento che Le sono stati inviati nel corso dei tre decenni di attività giornalistica in video e in cartaceo (1991-2020)! Ad esempio …

 

3 – COSA HA SCRITTO ROMEO IURESCIA

Ad esempio, dopo essere stato intervistato da Doretta, così ha commentato lo scrittore, pittore, critico letterario e d’arte Romeo IURESCIA (nato a Petacciato – CB il 28 ottobre 1940 e deceduto in Roma il 18 febbraio 2016) bene inserito negli ambienti artistici della Capitale dove viveva per motivi di lavoro.

A Doretta Coloccia basta una penna, un pensiero, un segno, una forma ed ecco nasce un’intervista variopinta di colori e di emozioni, di sentimenti e suggestioni, di momenti magici e di afflati intimistici che danno corpo al suo spirito, a volte dolce, a volte inquieto, immerso in una dimensione di luce solare e nel candore della verità. Senza fatica e senza affanni particolari, ma con il proposito di procurare una sensazione di fiducia all’intervistato, attraverso una precisa affabulazione spirituale e di sincerità. Attraverso la sua parola suadente e rassicurante, attraverso le sue immagini metaforicamente degne di un poeta, riesce a colorare di speranza momenti di nostalgia e malinconia e a caricare di forza spirituale ogni uomo(Brano estrapolato dal libro “Come brezza tra i rami” edito nel 2001).

4 – I PROGRAMMI TV DI DORETTA

Caro Tito, ti dico sùbito che appartiene adesso ad una rubrica del TG2 RAI “Parliamone” il titolo di una sua serie di interviste televisive settimanali andata in onda in diretta dal 1994 al 1997. Oltre a questa serie, sono da ricordare. 1 – Bolle – Tenera è la notte (1991-93); 2 – Intervista/Confessione (1993-94); 3 – Parliamone (appunto, 1994-97); L’incontro (1997 – 16 febbraio 2010). Tali appuntamenti andavano poi in replica bisettimanale, in altri orari e nel periodo estivo quando non c’era la diretta. Per un lungo periodo le sue trasmissioni venivano diffuse pure con canale satellitare da TRSP (Tele Radio San Pietro) emittente cattolica di Vasto (CH) fondata dal noto Don Stellerino D’ANNIBALLE (1929 – 2019) il parroco-editore che ho conosciuto nel 2008 (assieme alla redazione) nella sua chiesa di Sant’Antonio da Padova della bella cittadina abruzzese, suggestivo balcone sul mare Adriatico. Alcune volte (specialmente per il “Lanciano Day” dell’agosto 2003) ho usufruito pure io dei servizi giornalistici televisivi di questa emittente, adesso gestita da un imprenditore molisano. Con molta devozione e conforto, mia suocera Fiorina seguiva ogni sera la Santa Messa celebrata in diretta dallo stesso don Stellerino, che Le piaceva molto come sacerdote.

Inoltre, Doretta ha condotto un altro programma di interviste televisive, intitolato “Video-Medicina”, che si occupava soltanto di tematiche medico-chirurgiche. Attraverso questa speciale rubrica, sono passati dal suo salotto praticamente tutti i primari e gli specialisti medici-chirurghi operanti in Molise e oltre. Una divulgazione assai seguìta ed utile, che non ha potuto continuare per il solo motivo che Doretta era da sola e non aveva alcuna redazione alle spalle (come, ad esempio, si usa nelle grandi e medie emittenti pubbliche e private nazionali, tipo Rai –Mediaset – La 7 ecc. e in quelle regionali di una certa importanza) … per cui doveva lavorare soltanto Lei e molto duramente, preparando (anche a casa) con cura da perfezionista le interviste, le più adatte e su misura per ogni personaggio, magari avendo letto prima tutti i suoi libri o l’esteso curriculum e parlandoci per concordare l’iter della trasmissione che poi però andava a braccio.

Chi meglio di te può ben capire tutto ciò, caro Tito, tu che lavori pure nel medesimo campo televisivo, quanto sia faticoso fare tutto ciò, quante energie fisiche e mentali, quali e quanti sacrifici personali e familiari!… Doretta è davvero tanto apprezzabile per tutto l’immane lavoro che ha fatto con lodevole dedizione e altruismo!… Tanto è che Lei appartiene ad una “generazione epica” ed irripetibile di giornalisti che non è stata potuta imitata da alcuno o da rarissimi colleghi, poiché il lavoro duro e accurato viene quasi sempre evitato, pur potendo avere tantissime soddisfazioni morali, così come ha avuto la Doretta idealista ed ardita, pioniera generosa e lungimirante. Adesso imperversa il giornalismo “copia e incolla”.

Un lavoro titanico che poteva fare soltanto una stakanovista troppo motivata come Lei, non soltanto assai amante della Cultura con la C maiuscola ma anche dell’Umanità e del “sociale” più attivo e produttivo! Un gesto enormemente “solidale” che comportava però – come detto – spendere troppe energie complessive. Era dunque un compito assai impegnativo per Lei che già era docente nelle scuole, nonché sposa e madre di tre figli in età evolutiva. In più Lei, nonostante fosse giornalista iscritta all’Ordine, rendeva quasi del tutto gratis tale lavoro assai apprezzato e seguìto anche fuori il Molise, dal momento che TeleRadioCampobasso (poi Teleregione Molise) era ricevuta pure nelle zone di confine con Abruzzo, Puglia, Campania e Lazio (e ovunque nel mondo, perché pure via satellite, quando veniva trasmessa da TRSP – come accennato).

Comunque sia, é stata una bella ed esaltante impresa televisiva e socio-culturale! Un’autentica epopea che non aveva eguali nel panorama regionale, in modo così tanto avvincente!… E Doretta era assai felice di questo suo lavoro che faceva con immenso piacere e che Le dava davvero tantissime soddisfazioni, premi ed elogi pubblici! Penso che la sua famiglia, la sua Campobasso, il suo Molise debbano andare assai fieri e particolarmente orgogliosi di Lei … tanto che è tempo che La si possa onorare ed omaggiare adesso che è in vita, intitolandoLe qualcosa di significativo (da un’aula scolastica a qualcosa di più cittadino). Sono sempre stato del parere che bisogna omaggiare, quando sono ancora in vita, coloro i quali hanno fatto molto bene nel sociale. Doretta merita abbondantemente queste attenzioni. Lo dirò al Sindaco di Campobasso.

E, poiché al tempo delle sue piene forze, era persona troppo generosa ed altruista, nonché giornalista molto brava e capace anche di grandi ed intensi rapporti interpersonali, a Doretta veniva richiesta la collaborazione pure dai colleghi della carta stampata, cui non sapeva dire di no. Per cui, ha scritto pure per “Il Quotidiano del Molise” (per 22 anni, dalla nascita del 1998 alla primavera del 2020) e per i settimanali “Molise Oggi” – “Corriere del Molise” – “Nuova Sanità” – “Universo Diabete” e per qualche altra testata che si aggiungeva, via via nel tempo. Nessuno/a come Lei!… Davvero! La più costante, intensa e stakanovista!

E se non fossimo entrambi già ritirati a vita privata, Le avrei proposto di condurre insieme un nuovo programma TV intitolato IN DIRETTA CON DORETTA oppure CON DORETTA IN DIRETTA o, meglio, DORETTA IN DIRETTA. Una trasmissione-varietà TV con interviste e spettacolo in studio e telefonate da casa per sapere dalla gente cosa farebbe se potesse tornare indietro nella vita. E’ importante sapere cosa le persone eviterebbero di fare in una seconda ipotetica esistenza. Imparare dall’esperienza precedente (o anche dalla esperienza degli altri) potrebbe essere assai utile ed educativo per sollecitare specialmente le nuove generazioni ad evitare amarezze e dispiaceri, comportamenti o situazioni poco piacevoli, ma pure di suggerire il modo migliore per vivere sereni e possibilmente felici. Purtroppo ciò non è possibile per una grave malattia che da qualche tempo Lei sta affrontando con grinta e determinazione. Incrociamo le dita!

Nel suo messaggio vocale di giovedì 08 ottobre scorso, via whatsapp, Doretta si è detta lieta di tale idea che ormai non si può più realizzare per i suddetti ovvi motivi, ma che sarebbe stato bello portare insieme in video. Ormai ci dobbiamo accontentare del già fatto. Purtroppo nessuno è riuscito o ha voluto continuare la sua “missione” etico-sociale di programmi così ìntimi e accattivanti per la mente e per il cuore. C’è pure da dire che oggi è cambiata pure la televisione territoriale, troppo tendente al mercantilismo e al consumismo che non hanno bisogno di valori importanti per la vita personale e sociale. Anzi! I “mercanti” hanno avuto la meglio sulle persone, sulla gente e sull’ambiente! E purtroppo se ne vedono i risultati di assai preoccupante deriva comportamentale e civile, persino ecologica! Dio ci salvi!!!…

5 – CENTINAIA DI INTERVISTE

Come accennato, Doretta Coloccia dal 1991 al 2020 ha intervistato per la TV e per i giornali cartacei oltre 300 personaggi, soprattutto molisani … il meglio della cultura, della politica, della medicina, dell’arte, della letteratura, dello sport, delle religioni, delle professioni (dall’artigiano al cattedratico, dal contadino all’emigrante all’estero, ecc.) e così via,  riuscendo a rappresentare i prototipi della Storia contemporanea di questa regione che molti hanno paragonato (per numero di abitanti, attorno a 320mila residenti) ad un medio quartiere di Roma. Tante altre interviste ha fatto per i giornali cartacei.  Se ne perde il conto!…. Con tutto questo attivismo, Doretta ha contribuito molto a far venire fuori il Molise migliore, pure quello da esibire con giusto orgoglio. Tuttavia, era sola anche in questa belle evidenza di questa regione, tutto sommato culturalmente alquanto sonnacchiosa (salvo eccezioni), come in fondo la mia Calabria di quei tempi. Adesso è più movimentato il panorama con i nuovi mezzi della comunicazione sociale.

Infatti, da alcuni anni (sia perché risulta vero e sia per un tentativo promozionale) è in voga il simpatico ed ironico ritornello “IL MOLISE NON ESISTE” che sta spopolando, specialmente sui “social”, portando molta attenzione su questo territorio, effettivamente prima assai trascurato mediaticamente verso il resto d’Italia e del mondo. Fin dalla primavera del 1981 ho dato un mio buon contributo personale (anche paradigmatico e molto imitato) alla maggiore e migliore conoscenza del Molise anche all’estero con le mie ardite e lungimiranti iniziative che puntavano quasi sempre al clamore e allo “scoop”, sia per la qualità del tema in sé stesso e sia per ottenere adeguata attenzione mediatica che si tramuta poi in cultura e turismo (e quindi anche in economia e visibilità locale).

Come ad esempio, con il convegno internazionale (ritenuto da alcuni ambienti quasi scandalistico) di Erotologia nell’ottobre 1985. Poi ho dato particolare impulso alla visibilità del Molise, specialmente con la “Festa del Libro Molisano e della Comunicazione Sociale” del dicembre 1989, giungendo fino alla 16ma edizione, con vero successo e gradimento. Soltanto che poi, per continuare in queste attività socio-culturali di pregio nazionale ed anche estero, ci si deve credere e lavorare molto, ma non tutte le generazioni di Amministratori locali hanno voglia di impegnarsi in tali imprese!

Dopo la mia intervista del febbraio 1996, ho collaborato molto intensamente con Doretta (per quasi 15 anni, fino al 16 febbraio 2010, quando sono cessate le sue trasmissioni TV) portando nel suo famoso salotto televisivo i personaggi più eminenti o significativi dell’Alto Molise … principalmente tanti medici dell’ospedale di Agnone ed altre figure professionali in campo socio-sanitario, ma anche vescovi, politici, amministratori, artisti, scrittori, emigrati, sportivi e persino il cuoco del Papa e dell’Alitalia, Alfredo Ingratta. Questi ha reso una così memorabile intervista che ha fatto epoca e che è stata replicata infinite volte. Ho voluto così pure io contribuire a mettere in evidenza anche il lavoro e l’impegno sociale e professionale di tante altre persone.

In particolare sono ancora assai lieto di aver fatto intervistare da Doretta, nel 1996, anche il giovanissimo Tonino Trapaglia (costretto fin da bambino sulla sedia a rotelle e all’isolamento rurale) grande poeta e raffinato disegnatore che ho definito “il faro di Belmonte” per la sua bontà e la saggezza (frutto della sua troppo lunga e rassegnata sofferenza). Prima che morisse a 24 anni nel maggio 1998, per lui ho curato in modo del tutto volontario e gratuito (dalla A alla Z, nel 1995 – 1997 e postuma 1999) tre pubblicazioni poetiche di intenso e prezioso valore e poi Gli ho fatto intitolare pure la scuola elementare del suo paese natìo, Belmonte del Sannio (a 5 km da Agnone) nel maggio 1999! Quanto buon lavoro sociale ho fatto anche qui in Molise, a pensarci bene, in modo gratuito (anzi sempre e comunque a mie proprie spese)!…

6 – NELL’ASSOCIAZIONE AMICI DELLA CALABRIA

Inoltre Doretta, tramite me, ha intervistato (anche più volte, a puntate) parecchi calabresi, residenti qui in Molise come lo storico Antonio Grano di Cosenza, l’avv. prof. Francesco La Cava di Lamezia Terme, lo psichiatra e scrittore Domenico Barbaro di Platì – RC; oppure personaggi di pregio che mi venivano a trovare ad Agnone come il filosofo e scrittore Salvatore Mongiardo di Soverato – CZ, l’avvocato e storico Giovanni Balletta di Catanzaro, l’architetto e scrittore Salvatore Regio di Serra San Bruno – VV, il bravo direttore d’orchestra e l’allora direttore del Conservatore di Campobasso Franz Albanese di Gioia Tauro – RC e altri che adesso non mi vengono in mente ma di cui conservo la documentazione del passaggio.

Domenico Barbaro, Francesco La Cava e Raffaele Froio (nativo di Stalettì – CZ – proprietario del ristorante “Il Grottino” di Isernia dove solitamente ci riuniamo) ed io abbiamo fondato nel 1999 l’associazione culturale “Amici della Calabria” in Molise, regione dove i calabresi abbondano in ogni dove. Abbiamo stimato che siamo in oltre mille i calabresi residenti qui per matrimonio, lavoro o altri motivi. Molti sono imprenditori e altri occupavano posti apicali o di particolare responsabilità (dal direttore della Camera di Commercio di CB al direttore dell’antico convitto nazionale Mario Pagano, da assessori regionali a commissari di polizia, da magistrati a docenti universitari, da medici a docenti, ma anche calciatori professionisti, ferrovieri, impiegati, operai, casalinghe, ecc.).

Tanto per dirti … nel maggio 2001 (alla conferenza di presentazione del libro di Giovanni Balletta “La Calabria nel suo periodo eccelso”) al “Grottino” di Isernia, erano presenti tutti i big regionali (da politici a imprenditori, professionisti e docenti, artisti e alti burocrati, ecc.). Come associazione abbiano realizzato parecchie attività sociali, anche di beneficenza. Qualcuna anche di particolare importanza e clamore.

In tale contesto, Doretta Coloccia e suo marito Giulio Mite sono sempre stati presenti ad ogni manifestazione o evento degli “Amici della Calabria”. Anzi, Doretta e Giulio facevano praticamente parte del direttivo. In particolare Doretta era così attaccata all’associazione che si sentiva una “figlia di Calabria”. Ancora adesso che, per vari ed ovvi motivi, si è allentato lo slancio associativo, Doretta è sempre in contatto con noi e viene addirittura chiamata da soci residenti in Calabria che la pregano di andare da loro per collaborare alla realizzazione di importanti manifestazioni socio-culturali. E la chiamano “Regina Doretta”!

7 – CALABRESE ONORARIA ED ECCELLENTE

Caro Tito, pure per questi motivi e trascorsi associativi e per l’affetto fraterno che porta a ciascuno di noi calabresi presenti in Molise (abbondantemente ricambiata), abbiamo deciso, alla unanimità, di considerare Doretta Coloccia “Calabrese onoraria ed eccellente”. Tale riconoscimento parte dagli “Amici della Calabria” e viene condiviso dell’Università delle Generazioni. Lei ha accettato con entusiasmo questo nostro Premio – Attestato e siamo assai lieti di questa sua ennesima adesione alle nostre iniziative socio-culturali.

Adesso ha un po’ rallentato perché avanti con l’età, ma tra le tante attività, Doretta è stata pure una raffinata conferenziera, presentava e recensiva libri altrui, tra cui alcuni del simpaticissimo calabrese Antonio Grano (1938-2014) il quale si autodefiniva “Brigante calabrese” perché neo-borbonico e anche perché, in quanto tale, ha scritto e pubblicato numerosi libri sulla “malaunità d’Italia” del 1860-61, documentando come e quanto abbia nuociuto al nostro meridione quella sanguinosa invasione e proditoria conquista del Sud da parte dei piemontesi Savoia. Senza che questo nostro Meridione abbia avuto finora alcun risarcimento o giustizia!… Anzi, è ancora di più impoverito e spopolato, peggio di una “colonia”.

8 – DORETTA RINCORSA DAI PREMI

Alla nostra “calabresella onoraria” Doretta sono stati assegnati parecchi riconoscimenti nel corso della sua carriera di giornalista cartacea e televisiva. Praticamente, possiamo dire che i Premi l’hanno come rincorsa, per quanto era ricercata ed onorata per la sua notevole attività di giornalista televisiva di pregio, ma anche per il suo elegante e raffinato stile di donna bella e solare, per l’attitudine alla più sincera e generosa amicizia che riusciva a intrattenere indistintamente e cordialmente con tutti. Amicizia che riesce a coltivare ancora adesso molto bene ed affettuosamente, nonostante le ovvie limitazioni delle lontananze, dell’età, degli acciacchi ed ultimamente pure delle restrizioni Covid-19.

L’elenco, comunque, sarebbe troppo lungo, perciò ti annoto i principali riconoscimenti sociali: 31 ottobre 1998 – Premio alla Cultura “Luigi Capuana” dall’Associazione Artisti Molisani di Roma, ricevuto dalle mani del noto giornalista RAI Augusto Giordana, assieme al prof. Antonio Arduino (direttore della Biblioteca Comunale di Agnone) e al giornalista Antonio Sorbo di Venafro; 22 maggio 1999 – Premio alla Cultura del Comune di Agnone (“Per l’alto contributo dato a favore della Regione Molise e di Agnone in particolare con le sue interessanti trasmissioni televisive L’Incontro”); 06 gennaio 2000 – Premio dell’Università delle Generazioni (“Per la sua incessante, significativa e grande attività culturale e sociale attraverso la televisione, i giornali, la scuola, l’amicizia”); Giubileo dell’Anno 2000 – “Premio Alba del Terzo Millennio” a Roma; 18 dicembre 2000 – Targa di Riconoscimento dell’Ordine dei Giornalisti; 23 ottobre 2001 – Premio AVESMO Italia-Venezuela, ottava edizione (“Per aver onorato il Molise”); 01 dicembre 2008 – Premio “Una vita per la Cultura” dall’Università dei Popoli (“Per essere stata ideatrice e conduttrice del programma televisivo L’incontro. E la ìndica come fulgido esempio alle presenti e alle future generazioni”); 26 marzo 2018 – Premio fedeltà al giornalismo da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Molise.

Curiosità: il 22 maggio 1999 il Premio alla Cultura del Comune di Agnone è stato consegnato a Doretta dalle mani dell’allora sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il calabrese Agazio Loiero (più volte Ministro e poi anche Presidente della Regione Calabria), ospite d’onore in uno dei tanti eventi della ottava edizione della Festa del Libro Molisano e della Comunicazione Sociale (manifestazione, come accennato, ideata e realizzata da me nella sua prima spettacolare edizione del dicembre 1989).

9 – MIMMO LUCANO E … DORETTA

Caro Tito, se fossimo ancora socialmente attivi e … in “servizio permanente effettivo” come nei nostri anni ruggenti, a me e a Doretta non sarebbe certo sfuggita la possibilità di intervistare Mimmo Lucano, il tanto discusso ed osannato ex sindaco di Riace (RC), protagonista della solidarietà verso gli immigrati e, quindi, delle scene mediatiche anche internazionali, persino celebrative come nel film “Il volo” del regista tedesco Wim Wenders del 2010, in cui viene descritta pure l’accoglienza espressa dal 1997 in poi da Badolato, mio paese natìo, che poi ha ispirato Riace e tanti altri piccoli borghi in via di assoluto spopolamento, proprio come la “mia” operazione del “paese in vendita” per salvare dalla morte le nostre ruralità.

Alla vicenda (anche giudiziaria iniziale) di Mimmo Lucano ho dedicato l’opuscolo UNA CAREZZA PER RIACE di 44 pagine (più le 4 copertine a colori), che riporta la “Lettera a Tito n. 224 – Solidarietà a prescindere per Mimmo Lucano, sindaco umanitario di Riace ma anche per la Magistratura di Locri” pubblicata dal tuo sito di Messina << www.costajonicaweb.it >>  giovedì 11 ottobre 2018 alle ore 11.44, esattamente tre anni fa.

Ogni sera tardi oppure ogni mattina presto, sono solito leggere il quotidiano web “Calabria.Live” che il suo lungimirante fondatore e gentilissimo direttore Santo Strati invia gratuitamente (con un bel gesto di altruismo sociale) a chi l’ha chiesto. Per noi calabresi fuori-confine è un utilissimo mezzo di conoscenza dei fatti e delle problematiche della nostra regione. Nella prima pagina dell’edizione di sabato 09 ottobre 2021 ho letto la considerazione che ha fatto Mimmo Lucano, dopo la terribile (e forse troppo esagerata) condanna (in primo grado) a 13 anni e due mesi di carcere inflittaGli giorni fa per i reati che il Tribunale di Locri (RC) Gli contesta per l’accoglienza e la gestione dei profughi quando era sindaco di Riace (RC).

Riporto qui tale considerazione, pure alla luce del tremendo recente assalto alla sede nazionale della CGIL – Confederazione Generale Italiana del Lavoro, il maggiore e più storico sindacato del nostro Paese; ma anche per il violento, inedito e conseguente assalto al Pronto Soccorso del Policlinico di Roma nella medesima sera. Un attacco alla nostra Democrazia ma anche alla semplice e quotidiana convivenza civile, specie quando si tratta di un ospedale! Così come taluni sostengono sia l’attacco giudiziario, tramite Mimmo Lucano, all’accoglienza dei disperati del mondo. Ecco cosa ha riportato dell’ex sindaco di Riace il quotidiano “Calabria.Live” di sabato 9 ottobre scorso nella sua rubrica “Ipse dixit” (lo ha detto lui):

«Sono strani periodi della nostra vita. Ingiustizia, odio e prevaricazioni, sembrano divenire la misura di tutto ciò che ci circonda. Sofferenze esistenziali occupano lo spazio dei nostri pensieri come cupe ombre che tutto avvolgono. I nostri impegni, le nostre speranze, le nostre folli corse mozzafiato appaiono impossibili. Diecimila fiaccole accendono una luce, diecimila bandiere rosse agitate dal vento della liberazione nei cortei delle lotte sociali, nessuna sconfitta elettorale potrà mai fermare. Siamo nella sala d’attesa di un tempo, di un giorno che dovrà arrivare, di una nuova umanità».

10 – SALUTISSIMI

Caro Tito, la nostra Doretta Coloccia meriterebbe tanta altra considerazione ed onore per tutto ciò che ha fatto di bello e di utile non soltanto per il Molise. Le associazioni (specialmente quelle extra-regionali) L’hanno omaggiata molto, adesso tocca alle Istituzioni, specialmente della sua Città e del Molise. Ma, si sa, le persone così come le comunità e le società, in genere, sono piuttosto restie alla riconoscenza e alla gratitudine, specialmente per i loro figli più generosi ed intraprendenti. Comunque sia, questo << Premio-Attestato di Calabrese Onoraria ed Eccellente >> intende essere anche ciò che ancora Doretta non ha avuto a sufficienza (nonostante i tanti riconoscimenti ricevuti da enti e associazioni). Spero che la nostra “calabrisella onoraria” si possa sentire abbastanza gratificata pure dal nostro affetto fraterno, civile e solidale.

Grazie infinite a Doretta Coloccia per aver dato grande onore a sé stessa e, in particolare, alla propria famiglia, alla sua Campobasso, a tutto il Molise ed anche a noi Calabresi. Noi, caro Tito, ci diamo un arrivederci alla prossima “Lettera n. 356”. Sempre con tanta stima e cordialità,

Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)

Iter City, martedì 12 ottobre 2021 ore 06.06– il mio motto è “Fecondare in questo infinito il metro del nostro deserto” – Alcune foto sono state prese dal web, altre mi sono state fornite da Francesca Mite, amatissima terzogenita di Doretta. Oggi è il 619° anniversario dalla cosiddetta Scoperta dell’America (12 ottobre 1492) ma anche il giorno dei Nativi americani massacrati e discriminati da tale imperialista conquista, così come il nostro Sud Italia dal 1860 in poi ad opera dei Predatori Padani. A quando piena verità e giustizia???… 

 ALLEGATO DA SCARICARE – Una carezza per Riace – 2018