Premessa generale: dilaga la volgarità anche in parlamento. Nell’Ottocento, quel turpe figuro delle “ginocchiere” avrebbe ricevuto subito numerosi padrini a portargli la sfida a duello. Ma allora sia gli sfidanti sia gli sfidati erano nobili (o sedicenti tali) mentre qui ci troviamo di fronte a linguaggi e reazioni da bettola.
Oggi Vannacci viene ingiuriato da alcuni dei rarissimi pensatori di più o meno sedicente destra, spaventati dall’evidenza che Futuro Nazionale stia vedendo aumentare aderenti e iscritti; soprattutto dopo la patetica figuraccia della Gruber.
A proposito, state tranquilli tutti: io non ho tessera dal 31 dicembre 1994, quindi da allora ho votato estemporaneamente; e non sto dichiarando alcuna intenzione, e nemmeno il contrario.
Perché la gente di destra guarda con simpatia a Vannacci? Per l’evidente ragione che c’è in Italia, come in Europa e America, una decisa voglia di destra, che finora viene poco e male interpretata da partiti che appaiono troppo di centrodestra e poco di destracentro, e scarsamente di destra.
Per essere molto sintetici, questi sono gli elementi di destra di cui si avverte una certa carenza nell’attuale centrodestra: politica estera di forza; ordine pubblico senza indulgenze sociologiche della domenica e senza buonismi; fine di ogni assistenzialismo, e necessità del lavoro e della produzione come unica possibile giustizia sociale.
Al posto di certi dannosi giornalisti, e soprattutto al posto dei partiti di destra, non perderei tempo a ingiuriare Vannacci, anche perché, vedi Gruber, più lo si ingiuria, più cresce; bensì mi darei da fare per rispondere alla richiesta di destra, e senza giri di parole e tentativi di accontentare tutti, buonisti inclusi.
Servirebbe quello che, dopo quattro anni di Meloni, ancora manca: una cultura di destra, con libri di destra, canzoni di destra, film di destra, linguaggio di destra.
Se no, sarà sempre più Vannacci.
Ulderico Nisticò