Quando esisteva l’Europa


 C’è ben poco da fare i risentiti per le parole di Trump. L’Europa, qui intesa come continente, è come una vecchia nobilotta di paese, che tenta invano di far sapere in giro che gli avi fecero le Crociate; tanto, manco lei sa cosa furono e quando, e figuratevi le vicine di casa laureate.

Un tempo, e mica tanto lontano, esisteva l’Europa; anzi, esisteva quasi solo l’Europa; e se volete aggiungere Stati Uniti, Russia e Giappone, si facevano un dovere di essere europei. La G. Bretagna possedeva, a vario titolo, un quarto delle intere terre emerse, e il suo sovrano era imperatore delle Indie; la Francia, mezza Africa e l’Indocina; il Belgio, il Congo e l’Olanda, l’Indonesia, in entrambi i casi settanta volta più del territorio nazionale; il Portogallo conservava in parte le colonie antiche; e l’Italia, alla massima espansione, aveva Eritrea, Somalia, Libia, e il suo re era imperatore d’Etiopia, e aggiungiamo Rodi e l’Albania.

La scienza era europea, l’industria europea era in espansione continua; i problemi sociali, pur gravi, venivano in qualche modo risolti. La cultura era per definizione europea.

Tutto questo durò fino al 1945, quando l’Occidente venne occupato dagli USA e l’Oriente dall’URSS; e, attenti qui, gli Europei si adattarono pacificamente, allegramente alla nuova situazione, sotto forma, rispettivamente, di NATO e Patto di Varsavia; dopo il 1990, solo NATO.

Inutile ripetere quanto ho scritto qui e altrove: chi vuole capire, lo sa già; chi non vuole capire, continuerà a illudersi che in Europa, e in particolare nell’Europa (dis)Unita, “tout va très bien, madame la marquise”, più esattamente la baronessa Ursula.

Trump è stato molto più pesante di una riflessione solo politica e militare, debolezze cui si possono trovare rimedi. Ha detto, ed è evidente, che non c’è più un’identità europea, non c’è, spiego, una cultura europea.

Guardatevi intorno in tv, nei cinema, nelle librerie: troverete solo piagnistei spacciati per esistenzialismo; solo miserie morali piccolissimo borghesi; solo innamorati dispiaciuti di essere in tale situazione; solo ideologie nevrotiche; e minimo comun denominatore quasi zero di qualsiasi cosa; e nessuna fede davvero intesa come fede metafisica, e religione regredita a buonismo generico.

Ci vorrebbero provvedimenti di natura ideale e morale, quindi anche culturale. Eventuali risvolti politici, sarebbero solo delle conseguenze.

Ulderico Nisticò