Ieri mattina, negli studi di Radio Amore, la giornalista Ada Cosco ha accolto l’Avvocato e Criminologa Rita Tulelli, che ha approfondito un tema delicato e quanto mai attuale: il sottile confine tra amore e reato. “L’amore diventa reato”, ha spiegato Tulelli, “quando smette di essere relazione e si trasforma in pretesa, controllo e violazione del consenso”.
Con queste parole, l’Avvocato ha delineato la distinzione fondamentale tra sentimento genuino e comportamenti penalmente rilevanti. Affrontando il tema dell’infedeltà, Tulelli ha osservato come essa non costituisca solo un tradimento in senso stretto, ma rappresenti una frattura profonda: “È la rottura di un patto emotivo, di un impegno di lealtà che due persone si assumono, anche senza giurarlo sull’altare. L’infedeltà genera dolore, delusione e perdita di fiducia, sentimenti che, se non gestiti con equilibrio, possono sfociare in comportamenti impulsivi e talvolta pericolosi”.
L’Avvocato ha quindi sottolineato un principio essenziale: nel diritto, non contano le emozioni, ma i comportamenti. Manifestazioni d’affetto, tentativi di riconquista o corteggiamento restano leciti solo finché sono desiderati e condivisi.
Quando diventano insistenti, invasivi o imposti, assumono rilievo giuridico e possono configurare veri e propri reati: stalking, con pedinamenti, messaggi continui e controlli ossessivi; molestie, quando i contatti non sono graditi; violenza sessuale, in assenza di consenso libero; revenge porn, quando l’intimità viene strumentalizzata per ricatto o umiliazione.
Tulelli ha chiarito anche la questione dell’amante: “Dal punto di vista giuridico, l’amante non è responsabile per il solo fatto di intrattenere una relazione con una persona sposata. Diverso è il discorso quando emergono comportamenti lesivi, minacciosi o persecutori”.
Un passaggio importante è stato dedicato alla cosiddetta “patologia dell’amore”, ovvero quando il sentimento si trasforma in ossessione. “L’amore sano non annulla l’altro, non lo controlla, non lo punisce. Quando prevalgono possessività e controllo, il rischio non è più affettivo, ma sociale e giuridico”, ha affermato Tulelli.
In chiusura, l’Avvocato ha rivolto un monito chiaro: “L’amore non fa paura, non costringe, non perseguita. Quando una relazione genera ansia, timore o annullamento, non siamo più nell’ambito del sentimento, ma in quello della violazione. Il diritto interviene non per punire l’amore, ma per proteggere le persone. Riconoscere questo confine è un atto di responsabilità, prima ancora che giuridico, umano”.Un intervento che ha catturato l’attenzione degli ascoltatori e che invita a riflettere sulla differenza tra passione e ossessione, tra sentimento autentico e comportamento lesivo, tracciando con chiarezza il confine tra il cuore e la legge.