Riceviamo e pubblichiamo:
Con stupore abbiamo letto l’articolo (non firmato) pubblicato in data 5 novembre 2025 dalla “pagina” Soverato Web, nel quale si celebra come una “importante vittoria processuale” quella che, in realtà, è soltanto una omissione di notifica di un atto da parte dell’Ufficio di Procura, che deve essere semplicemente rinotificato per garantire il corretto instaurarsi del contraddittorio processuale.
Un conto è l’accertamento dei fatti, un altro è la regolarità formale delle notifiche: confondere i due piani non è soltanto un errore tecnico, ma un modo – si auspica non intenzionale – di mistificare la realtà e disinformare il lettore.
L’omessa notifica di un atto non costituisce, di per sé, alcuna vittoria nel merito, considerato che continuano a sussistere – ad oggi – i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato per come decretati – non dalla persona offesa – bensì dal Tribunale di Catanzaro.
Salve le necessarie garanzie difensive, la richiesta di rinvio a giudizio verrà riproposta dall’Ufficio di Procura che ben potrà – eventualmente anche contestare “nuove figure autonome di reato” a carico dell’indagato.
Il dovere di chi fa informazione, soprattutto quando si trattano vicende giudiziarie così delicate, è quello di rappresentare i fatti in modo preciso e completo, evitando toni trionfalistici o deformazioni che rischiano di alterare la percezione pubblica della vicenda e confondere il lettore a tal punto dal fraintendere l’omissione di una notifica per una assoluzione.
Ci auguriamo, dunque, che l’autore di tale “scempio narrativo” voglia rettificare la notizia – magari anche firmandosi – restituendo ai lettori una rappresentazione fedele dei fatti, che non è assolutamente una vittoria processuale.
Che sia una testata giornalistica o una semplice “pagina web”, l’accuratezza non è un dettaglio tecnico, ma il fondamento stesso della credibilità di chi vuol fare informazione.
Soverato, 6 novembre 2025
Avv. Fabio Tino