Quando sarà finita …

…o, come dicono i pessimisti, se sarà finita, dovremo riconsiderare molte cose che fino al mese scorso non ci apparivano nemmeno.

La prima domanda che pongo a me stesso e a voi è: se l’Europa concede agli Stati tutti questi soldi per il virus, come mai era così tirata quando quasi tutti gli Stati avevano problemi, e si calcolavano, in Italia, cinque milioni di poveri assoluti? Non è che l’Europa finge di concedere all’Italia gli spiccioli, per lasciare fare il loro comodo a Francia e Germania?

Ma prendiamo per buono che l’EU, e per essa Ursula, si siano convertite, e abbiano capito, dopo ottocento anni, che “usus pecuniae est in emissione”, cioè i soldi esistono solo quando circolano, se no sono fogli di carta. Non lo ha detto il primo Junker raccattato tra le bettole, o la prima Lagarde dalla dubbia carriera, ma san Tommaso d’Aquino sulla scorta di Aristotele.

I soldi vanno spesi bene, ma spesi; e spesi, non tipo Regione Calabria, che li segna sopra un foglio, e poi li rimanda a Bruxelles. Speriamo nella Santelli? Boh, ne riparliamo fra tre mesi.

Quanto alla sanità, ci accorgiamo che quella calabrese è al collasso già molto prima del virus: e figuratevi ora. Va ripensata radicalmente, fregandosene di aspiranti primari del nulla e dei loro parenti politicanti di ogni qualsiasi razza umana e non.

Una riflessione sull’economia. Quella calabrese è inesistente, con scarsissima produzione. Ora che le importazioni da fuori sono difficili, e andranno ad esaurirsi, dovremo prenderne atto. Serve uno studio serio (svegliate le università!) sul territorio e sulle sue potenzialità, per puntare su quelle; e ridurre al minimo i passacarte. Anche meno del minimo: basta un buon computer. Gli altri, a zappare: con ausili elettronici, ovvio, ma a zappare.

Se anche finisse prima dell’estate, la stagione balneare subirà comunque un colpo durissimo. E chissà se qualcuno, magari l’assessore regionale, non rifletta che dobbiamo cambiare rotta, e smettere di chiamare turismo quel chiasso estivo di due settimane in alloggi spessissimo abusivi. La Calabria può fare turismo vero anche dodici mesi l’anno, ma a patto di lavorare nel senso di fatica, non aspettare luglio per raccattare qualcosa e vivere in ozio da settembre.

Riflessione politica locale. Sono rinviate, a non si sa quando, le elezioni di Soverato, Satriano, Davoli: che ne dite se occupiamo il tempo a discutere di conurbazione, e metterla in atto appena si può?
Insomma, quando, e speriamo, il virus sarà passato, non vi sognate che tutto torni come prima; non tornerà nulla, e dobbiamo cambiare tutto.
Dobbiamo, chi? Ah, qui sta il problema!

Ulderico Nisticò