Quanto può durare questa guerra?

 La risposta è banale: finché lo vogliono Russia e Ucraina. Tutti gli altri, contano pochissimo; e, fosse per quelli, la guerra può durare all’infinito.

 Sfidando il ridicolo, e battendolo, il segretario generale dell’ONU si è mosso con calma, con molta calma, e dopo due mesi dall’inizio delle ostilità. Che si è “mosso”, lo scrivo solo in senso fisico e topografico, cioè è personalmente andato da quelle parti: a fare che, nessuno ce lo dice; e tanto meno, se ha ottenuto qualcosa. Che ci sta a fare, l’ONU, dal 1921? A niente.

 Gli USA di Biden mandano armi all’Ucraina, quanto basta per far continuare la guerra, non quanto per farla vincere. E ci offrono gas congelato, a prezzo più alto della Russia.

 A proposito di gas, l’Europa… nessuna Europa, c’è; i singoli Stati europei, ognuno per conto suo, impongono  sanzioni che, a quanto pare, non provocano alla Russia seri danni; mentre si continua a comprare il gas russo, senza il quale chiuderemmo le imprese e fermeremmo i treni. Anche l’Ucraina – horresco referens – compra gas russo, con l’espediente di prendersene una parte del gasdotto che attraversa il suo territorio. Ora, ve l’immaginate, nel 1941, che l’Italia comprasse whisky dalla Gran Bretagna, e questa grano di Crotone e pistacchio siciliano? Ebbene, Russia e Ucraina del 2022 stanno commerciando tra loro.  Boh!

 Da ieri 27, la Russia vuole essere pagata in rubli da Polonia e Bulgaria. A questo punto, uno si domanda perché Bulgaria e Polonia in rubli e gli altri no; o se anche noi paghiamo in rubli, e non lo diciamo!!! Mistero?

 Intanto, si apprende che dei privati italiani continuano a commerciare con la Russia; e che la Russia sta chiudendo delle raffinerie di sua proprietà in Sicilia: già, quelle stazioni di servizio che da anni vendono benzina sui Due Mari… a prezzo più basso, e chissà perché quelle italiane (ammesso lo siano!) a costo più caro.

 L’Europa (dis)Unita dimostra di non contare niente, Ursula in testa; e infatti nemmeno le nomina nessuno, né Ursula né l’E(d)U.

 L’opinione pubblica, o sedicente tale, è un coro all’unisono. Quasi tutti i quotidiani, quasi tutte le tv dicono le stesse cose con le stesse parole, il che sa palesemente di velina, ovvero ordini di servizio. Non uno che eccepisca qualcosa di qualsiasi genere: tutti gli stessi discorsi.

 Poi spunta la Moldavia, ma la cosa piglia tutti di sorpresa, e nessun intellettualone sa manco dov’è. Silenzio stampa!

 La Chiesa chiede a gran voce pace; ma il punto debole è voler coinvolgere gli ortodossi, i quali sono Chiese autocefale, quindi nazionali, e non riconoscono a Roma alcuna autorità: e ciò, precedenti a parte, dal 1054. Le Chiese autocefale, del resto, non si riconoscono nemmeno tra loro, e il patriarca di Mosca è solo di Mosca, eccetera. Per chi fosse ecclesiasticamente corretto, ricordo che gli ortodossi non hanno mai accettato nemmeno il Calendario gregoriano del 1582, e vanno con quello di Giulio Cesare. Caesar, Καῖσαρ, Czar…  Così è, e non serve ignorarlo.

 Che si può fare?

Ulderico Nisticò