Quel connubio artistico-religioso tra Soverato, Vibo Valentia e Filogaso

Un filo, a volte sottile quasi invisibile, altre meno, lega lo sviluppo dell’arte in epoche e periodi storici ed artistici diversi. Non c’è mai stata infatti nella Storia dell’Arte, come in altre discipline, una cesura netta tra un periodo scultoreo o artistico rispetto ad un altro, ma una gradualità lenta, un continuum con cambiamenti non sempre significativi. Spesso non sono mancate rivisitazioni e riproposizioni di opere scultoree di successo di artisti affermati e famosi. E’ quanto è avvenuto a Filogaso.

Secondo l’archivio parrocchiale delle nascite di Filogaso, l’arciprete Domenico Murmura commissionò il 2 Agosto del 1883 , a sue spese, la statua lignea della Madonna Con Il Bambino, meglio conosciuta dai cittadini come Statua di Santa Maria Maggiore, per situarla nella chiesa a Lei intitolata , agli artisti “serresi” Pietro Grenci ed ai fratelli   Raffaele e Giovanni Vinci  (una delle opere più importanti di Giovanni è il  S. Elia Profeta statua in legno policromo (1882)  realizzata per il Santuario Maria Santissima Del Carmelo a Curinga)

Gli scultori per realizzare la statua utilizzarono il calco della scultura marmorea della Madonna Con Il Bambino ubicata sull’altare Maggiore del Duomo di San Leoluca a Vibo Valentia.  La scultura dal panneggio morbido, dai contorni ben delineati e fluidi è attribuita da alcuni allo scultore napoletano Annibale Caccavello ( Vento Sulla Collina di Onofrio Brindisi pag. 106), dall’arciprete Murmura al famoso scultore siciliano Antonello Gagini.

L’attribuzione della statua al Gaggini è plausibile se non altro perché lo scultore ha realizzato in Calabria molte opere.  Non sono note le motivazioni che hanno indotto a realizzare la copia della madonna del Gagini e se esse siano state suggerite dall’arciprete o se siano invece scaturite da una volontà   artistica degli scultori. Alcune differenze poco significative caratterizzano, tuttavia, le due statue. In quella del Gagini la Madonna ha il collo leggermente piegato ed il viso perfettamente ovale e la mano sinistra sorregge il Bambino con i piedi appoggiati sulla sua gamba, mentre in quella degli scultori “serresi” la Madonna ha un volto meno espressivo e la mano sinistra non sorregge il Bambino i cui piedi sono sempre poggiati sulla gamba della Madonna che risulta più piegata e più protesa in avanti.

Inoltre la Madonna nel Gagini ha un panneggio (mantella e veste)  morbido e piegature più sottili rispetto a quella in legno. Antonello Gagini fu uno scultore siciliano del rinascimento italiano e calabrese molto noto e famoso che operò anche in Calabria. Alcune delle opere più importanti dello scultore sono la Pietà, che richiama quella altrettanto famosa di Michelangiolo, custodita attualmente nella Chiesa di Maria Santissima Addolorata a Soverato, il Trittico e la Madonna con il Bambino custodite nel Duomo di Vibo Valentia.

Questo connubio artistico andrebbe rinforzato con uno sforzo congiunto dei vari Comuni interessati. Il turismo religioso con percorsi definiti potrebbe richiamare molto più visitatori di quelli attuali. Il Museo di Reggio Calabria registra migliaia di presenze per i bronzi di Riace   non solo per la loro bellezza   ma anche perché la notizia del ritrovamento è stata pubblicizzata attraverso tutti i media   in tutto il Mondo. Lo stesso dovrebbe avvenire per le tantissime opere artistiche religiose calabresi.   

Nicola Iozzo