Quella sfilata d’auto d’epoca a Soverato che suscita ricordi e riflessioni

Si è svolta nei giorni scorsi lungo il corso principale e sul lungomare di Soverato una sfilata di automobili d’epoca. L’interessante iniziativa promossa dal “Club Nausicaa Veteran Car “ mirava da una parte a promuovere il turismo in una zona balneare nota per essere una delle più belle della costa Jonica calabrese (l’altra zona turistica, di uguale se non maggiore richiamo, è la costa degli Dei lungo il litorale tirreno) e dall’altra si prefiggeva di far conoscere al pubblico degli appassionati ed ai meno giovani le automobili che hanno segnato la storia e lo sviluppo economico e tecnologico del novecento.

A raccontare quella storia erano gli stessi proprietari delle macchine che le manutentano   con passione quasi maniacale: nessun graffio alla carrozzeria, gli interni (sedili e plancia) rifatti rispettando lo stile originario. Le macchine esposte appartenevano a marchi prestigiosi italiani e stranieri.

Tra di esse, oltre al “maggiolino”, alle famose sportive dell’Alfa Romeo ed alle lussuose ed eleganti automobili della Lancia, c’era la mitica “topolino”, modello molto simile a quello di proprietà di mio zio “Peppino”, sulla quale avevo molte volte viaggiato e qualche volta guidato approfittando della sua disponibilità. Vedendola non ho resistito al desiderio di entrare con il permesso del proprietario e posare per una foto.

Quelle macchine suscitano bei ricordi nelle persone di una certa età perché hanno rappresentato l’orgoglio della nostra industria automobilistica nota in tutto il mondo per i suoi motori dotati di alta tecnologia, per il design, per tutte quelle soluzioni tecniche adottate che hanno fatto grande l’Italia nel Mondo. Adesso l’Italia versa in una crisi economica molto preoccupante   che coincide e si intreccia con quella dell’auto italiana.

La Fiat e gli altri marchi hanno perso quel fascino che suscitavano un tempo e conseguentemente significative quote di mercato. Il made in Italy   insomma attraversa una crisi profonda non solo per l’assenza di imprenditori come gli Agnelli, ma anche per colpa di una classe politica incapace di programmare nuovi modelli di sviluppo in una società le cui scoperte scientifiche e tecnologiche hanno rivoluzionato i sistemi di produzione che richiedono specifiche competenze e nuove professioni.

Ma ci sono alcune macchine che hanno segnato la storia e ricordano eventi tristi e dolorosi come la Renault 4,  nel bagagliaio del quale fu trovato il corpo di Aldo Moro, o la limousine Lincoln Continental cabriolet sulla quale trovò la morte il presidente degli Stati Uniti Robert Kennedy.

Ho avuto il piacere di vederla e salire dentro. Colpivano le soluzioni tecniche avanzate per quei tempi, la sua imponenza e grandezza, lo sfarzo e l’eleganza dei sedili e delle rifiniture. La manifestazione si è conclusa con i saluti degli organizzatori e la premiazione dei partecipanti. 

Nicola Iozzo