“Raccomandazioni” europee, debiti e pigrizia

 Dice l’Europa che l’Italia ha un debito pubblico altissimo e una bassa produttività. O che bella scoperta!

 Che vuol dire bassa produttività? Che non produciamo, e se non produciamo, nemmeno possiamo distribuire. Secondo me, non produciamo perché molti non lavorano; e moltissimi, anche volendo, non sono preparati al lavoro moderno. E abbiamo un altissimo debito, è perché troppe spese sono improduttive; quindi sono solo spese e mai investimenti. Insomma, la solita Italia allegra.

 Se non produciamo e non lavoriamo, l’Europa ci può mandare non 191 miliardi ma 1.910, e saranno soldi gettati al vento. Intanto minaccia di non mandarci un centesimo.

 E, state attenti qui: i soldi che ci manderà (???) l’Europa sono in grandissima parte un prestito, quindi vanno ad aumentare il già altissimo debito pubblico. Ecco un evidente caso di serpente che si morde la coda, o uroboro che dir si voglia: debito alto, l’Europa aggiunge altro debito alto, produzione bassa e difficoltà di pagare il debito.

 L’economia dell’Italia ha bisogno di essere ristrutturata. Vanno ridotte, anzi abolite, le spese parassitarie; vanno esaltati i settori realmente produttivi.

 Per produrre, occorrono i produttori, i quali sono: imprenditori, dirigenti, tecnici, operai; e che sappiano il loro mestiere. C’è anche un problema di istruzione, nel senso di serietà e selezione.

 Occorre un’idea per l’Italia; e invece assistiamo solo a giravolte e balletti di governi che cadono e sorgono e risorgono; e assurde maggioranze in totale disaccordo tra loro, anzi all’interno degli stessi sedicenti partiti.

 E non scordiamo che, nella stessa Italia, ci sono Milano e Torino, e c’è la Calabria ultima d’Europa. serve perciò anche un’idea per il Meridione.

 Io ce l’ho, e si riassume in una sola parola: lavoro.

Ulderico Nisticò