Referendum tra il “si” ed il “no”

referendum1C’è da augurarsi, innanzitutto, che per favorire una consapevole scelta la campagna referendaria sia lontana da retorici stereotipi e si basi su elementi concreti e riscontrati, non dimenticando che la costituzione vigente, approvata, in un momento storico di estrema difficoltà, dopo approfondite discussioni, da parlamentari di grande spessore culturale ed animati solo da ideali politici e non da bassi interessi di bottega, ha assolto al gravoso compito di riportare l’Italia nel consesso internazionale, ponendosi alla testa del movimento europeo e favorendo la crescita democratica ed economica della nazione, appena uscita dalla dittatura, dalla guerra, dalla povertà.
Tanto premesso, allo stato alcuni aspetti della riforma non sono sufficientemente esplicitati e non appaiono convincenti.
Innanzitutto la nuova configurazione del senato, formato da esponenti di una classe politica locale (che in questi ultimi, purtroppo, non ha dato ottima prova di sé, difficilmente comporterà l’auspicata riduzione di spesa, se è vero che, nonostante la riduzione del numero dei suoi membri, rimarrà in piedi tutta la struttura logistica e amministrativa (come è avvenuto per le amministrazioni provinciali).
L’obiettivo della semplificazione del sistema e del superamento del bicameralismo perfetto sarà probabilmente raggiunto nei rapporti tra Governo e Parlamento (essendo affidato alla sola Camera dei deputati il potere di accordare o togliere la fiducia), ma parre di più difficile realizzazione per il processo di formazione delle leggi, non solo perché al nuovo senato sono attribuite numerose significative competenze ( leggi costituzionali e di attuazione delle direttive europee; leggi che interessino le autonomie locali e la tutela delle minoranze linguistiche ecc..) ma perché avrà la facoltà di poter esaminare, a semplice richiesta di un certo numero di senatori, anche le leggi riservate alla competenza generale della Camera, trattenendole per trenta giorni.
Riservando ulteriore approfondimento dell’importante tematica, che, a mio sommesso avviso, merita profonda attenzione, mi auguro di poter esprimere un voto frutto di meditato ragionamento e scevro da avversione o inclinazione prevenute ed immotivate.

Avv. Giuseppe Costarella

ARTICOLO CORRELATO
Voterò sì  Ulderico Nisticò

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.