Regione Calabria e occasioni culturali mancate e da mancare


 Qualcuno mi chiede perché io accusi la Regione Calabria di attività culturali della Regione, zero. Attenti, e non giocate con le parole: dico Regione Calabria dal 1970, senza la benché minima eccezione e senza distinzione di sinistra, centrosinistra o centro. Di destra (tranne quando era l’opposizione del MSI-DN) non trovo traccia.

Avrei bisogno di un volumone, e mi contento di un elenco delle grandi occasioni mancate, quelle offerte da anniversari e centenari vari. E mi limito al XXI corrente secolo, e ai fatti più rilevanti.

2001: morte di san Bruno. A dire il vero (e per quanto non condividessi la lettura della presenza del sant’uomo in Calabria) fece molto il compianto Pietro De Leo; ma attività culturali della Regione, zero.

Stesso 2001: morte del granconte Ruggero, attività culturali della Regione, zero.

2006: inizio della grande insurrezione calabrese contro Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, attività culturali della Regione, zero.

2007: morte di san Francesco di Paola, attività culturali della Regione, zero; e idem persino per gli enti ecclesiastici. Se vi raccontassi poi di Nicolò Picardo…

2009: nascita di Bernardino Telesio, attività culturali della Regione, zero; peggio, una misteriosa “opera lirica” costata un pacco di soldi e vista solo a Cosenza e manco a Castrolibero, e figuratevi a Catanzaro.

2010: nascita di Luigi Giglio (padre del Calendario Gregoriano, oggi mondiale), attività culturali della Regione, zero. Qualcuno approfitta della latitanza per spifferare che l’astronomo nemmeno fosse calabrese.

2013: nascita di Mattia Preti, attività culturali della Regione, zero; qualcosa hanno fatto a Taverna.

2014: nascita del cardinale Sirleto, attività culturali della Regione, zero, anzi peggio; e infine… ma no, alla fine del nulla… un convegno di vagamente specialisti a Roma, di cui non parlò manco l’usciere di un giornale.

2016: nascita (1416) di san Francesco di Paola, attività culturali della Regione, zero, vedi sopra.

2019: canonizzazione di san Francesco di Paola, idem, e attività culturali della Regione, zero.

E forse ho dimenticato qualcosa: se vi viene a mente, sappiate che attività culturali della Regione, zero.

Figuratevi se alla Regione Calabria gliene impipa qualcosa dell’anno dei Normanni 2027, o dell’assedio di Catanzaro 2028.

A proposito: con il 10% di quanto ho elencato sopra, nel più sperduto paesello di Toscana, Umbria, Romagna avrebbero fatto sfracelli e di cultura e di turismo culturale e lavoro. Noi… loro, in Calabria, ci dormono e ci dormiranno sopra.

Ulderico Nisticò