Replica dell’Amministrazione comunale al gruppo d’opposizione “Alternativamente Davoli”

“Sulla vicenda di “Via Pitagora” l’opposizione “Alternativamente Davoli” continua a perseguire una linea politica fatta di notizie approssimate ed inesatte, tipica del più becero populismo, spinti dai cattivi consigli di qualche “azzeccagarbugli” di manzoniana memoria ma di paternità locale”. Lo afferma in una nota l’amministrazione comunale di Davoli guidata dal sindaco Giuseppe Papaleo, leader del gruppo “Impegno comune”, che a settembre scorso è stato confermato con circa 2400 presenze.

“Oltre ad esprimere piena solidarietà al “Centro Mobili Procopio S.r.l.” poiché la sentenza del Consiglio di Stato, oggetto della battaglia politica, diniega allo stato attuale la possibilità ad un’attività imprenditoriale del comune di Davoli di ampliare e migliorare la propria azienda in via Pitagora recando sviluppo e nuove opportunità lavorative, al reparto commerciale davolese già invidiato da tutto il comprensorio. Il Consiglio di Stato infatti, come afferma la sentenza, “…ogni intervento edilizio da realizzare in aree ricadenti all’interno di tale perimetro è subordinato ad un piano particolareggiato di esecuzione ad iniziativa pubblica e non a lottizzazioni convenzionate ad iniziativa privata”., scrive impegno comune nella nota.

“La sentenza citata e menzionata da “Alternativamente Davoli” con molta probabilità è stata visionata con superficialità poiché ad un’attenta analisi al punto 4.4 della sentenza il Consiglio di Stato cita quanto segue: “Tale conclusione, relativa ai comparti sopra richiamati, non interferisce in alcun modo con le questioni (non riguardanti la proprietà Scicchitano di cui alla menzionata part. n. 22), decise da questo Consiglio di Stato con la sentenza n. 6069 del 30 settembre 2019, con la quale sono stati respinti gli appelli proposti dagli appellati signori Catarisano avverso le sentenze del T.a.r per la Calabria n. 374/2019 e n. 952/2019, ed è stata confermata la legittimità delle delibere del comune di Davoli nn. 22 e 34 del 2018 – recanti l’approvazione di una variante al p.r.g., l’apposizione di un vincolo espropriativo per realizzare una palestra pubblica, nonché la dichiarazione di pubblica utilità delle opere da realizzarsi proprio sulle particelle 38, 39, 295 e 1848 degli appellati per una estensione di 5.000 mq. – poiché, come rilevato dal giudice di primo grado richiamando la sentenza del Consiglio di Stato n. 6069/2019, “tutta la problematica attinente alla qualificazione urbanistica dell’area al momento della procedura ablativa e, quindi, al valore della stessa ai fini dell’indennità di esproprio, involge un profilo diverso, oltre che estraneo alla legittimità degli atti espropriativi” quindi la vicenda espropriativa è estranea alla circostanza. Inoltre, tale sentenza non modifica in alcun modo la destinazione urbanistica dell’area sulla quale verrà edificata la Palestra comunale; che rimane pertanto verde pubblico.

Infine per evidenziare le gravi inesattezze circa le cifre esorbitanti, infondate e false riportate nella loro dichiarazione, si invita il gruppo di opposizione a prendere conoscenza della sentenza della Cassazione nr 4608 del 22 febbraio 2017 che cita quanto segue:

“In base al criterio dell’edificabilità legale, un’area va ritenuta edificabile solo quando la stessa risulti tale classificata al momento della vicenda ablativa dagli strumenti urbanistici, e, per converso, le possibilità legali di edificazione vanno escluse tutte le volte in cui per lo strumento urbanistico vigente all’epoca in cui deve compiersi la ricognizione legale, la zona sia stata concretamente vincolata ad un utilizzo meramente pubblicistico (verde pubblico, attrezzature pubbliche”.
Per dovere di cronaca si consiglia anche la consultazione dell’ordinanza del 27 aprile 2018 nr 10231 della Corte di Cassazione che ribadisce quanto espresso prima”.

“Invitiamo il consigliere di minoranza Simone Corapi a scuotersi dal sonno. Appare ancora dormiente sui banchi dell’opposizione poiché non ricorda le risposte che il gruppo di maggioranza diede in merito al consiglio comunale del 25 ottobre 2018 circa la collocazione dell’opera disconoscendo che le alternative da lui menzionate, sia all’ora che oggi, risultano infatti l’una ancora non rientrante nella proprietà comunale, l’altra sub iudice.

“Impegno Comune per Davoli” difende la scelta politica di ubicare la palestra pubblica in “Via Pitagora” perché consideriamo quell’area un luogo di potenziale sana aggregazione. La palestra nascente, insieme al Polifunzionale, costituisce infatti un corpus unico e un tassello del più ampio e complessivo progetto di riqualificazione in cantiere per la nostra cittadina e che punta a fornire alla nostra comunità una migliore qualità della vita, in cui è senz’altro inclusa anche la possibilità di fruire di spazi pubblici per il tempo libero, per l’attività sportiva, per l’attività culturale. Notiamo come “Alternativamente Davoli” prosegue nella tattica di utilizzare singoli attacchi pretestuosi e sterili su qualsiasi cosa, palesando la mancanza di una visione alternativa per il nostro paese. Scarsezza di contenuti rimarcata con forza dai nostri concittadini alle ultime elezioni- conclude Impegno Comune- Quando a questo si aggiunge il veicolare informazioni false al solo fine di accaparrare facili consensi, come anche in questa vicenda, tutto diventa tristemente sordido”.