Repubblica presidenziale? C’è già, volendo.

Non c’è nessun bisogno di riforme costituzionali, per ottenere una repubblica presidenziale; basterebbe applicare l’art. 87 dell’attuale, rimasto, come tanti altri della stessa carta (esempio, 39 3 40), parole parole parole. Eccolo:

art. 87

Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.

1. Può inviare messaggi alle Camere [cfr. art. 74 c.1].

2. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione [cfr. art. 61 c.1].

3. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo [cfr. art. 71 c.1].

4. Promulga le leggi [cfr. artt. 73, 74, 138 c.2 ] ed emana i decreti aventi valore di legge [cfr. artt. 76, 77 ] e i regolamenti.

5. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione [cfr. artt. 75, 138 c.2 ].

6. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.

7. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere [cfr. art. 80].

8. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere [cfr. art. 78].

9. Presiede il Consiglio superiore della magistratura [cfr. art. 104 c.2].

10. Può concedere grazia e commutare le pene.

11. Conferisce le onorificenze della Repubblica.

 Questo sta scritto, nero su bianco, nella carta del 1948. Aggiungete (ma quelli che scrissero l’art. 87 se lo scordarono) che, ai sensi dell’art. seguente 92, comma 2, “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Ma quando mai è accaduto?

 Sono dunque, come leggete, dodici poteri, e mica da poco; solo che, finora, alla data del 10 settembre 2022, e con rare eccezioni, l’unico potere in tutti questi decenni effettivamente esercitato dai presidenti (e anche di questo dubito) è quello 11.

 Se volete una prova, ricordate quello che è successo, anzi che non è successo a proposito del potere numero 9 e del famigerato Consiglio superiore della magistratura, il cui presidente, cioè il presidente della Repubblica, non si è mai fatto nemmeno vedere da quelle parti, e nel bel mezzo di uno scandalo. Con ottime ragioni, dite voi: ma è palese che i presidenti vengono eletti con la clausola sottintesa di non esercitare i 12 poteri, limitandosi a “rappresentare”.

 Anche il potere 1, non comporta che le Camere debbano rispondere, o fare una cosa qualsiasi. Bensì leggono i “messaggi”, e se ne vanno a spasso.

 Ripeto dunque che basterebbe applicare l’art. 87, ma non pro forma, sul serio. Ciò comporterebbe l’esigenza di ripensare non tanto come eleggere, ma chi eleggere presidente.

 E già, come insegna Tacito, ogni riforma può comportare altre riforme, e in modo inavvertito e automatico.

Ulderico Nisticò