Rescind doctrine

 Così recita un cartello in inglese che ordina al papa di “tagliare, eliminare la dottrina della scoperta” dell’America; in inglese, perché in Canada si parla tale lingua o il francese; e se l’avessero scritto in una qualsiasi delle lingue indigene, intanto non potevano scriverlo se non in colonialistici caratteri latini, e poi immaginate gli schiamazzi della tribù X per lo scandalo di aver usato la lingua Y, quella della tribù nemica, e non la loro! Razzismo, sarebbe stato!

 Vogliono “cancellare” che Colombo nel 1492 abbia raggiunto le Americhe, dando inizio ad un’emigrazione europea di massa, sostenuta dalle armi. Brutte cose, dicono: ma non è che prima di Cistoforo le Americhe fossero popolate da santi uomini e donne pie; tutt’altro, si scannavano tra loro, spesso allo scopo di procurarsi prigionieri da squartare vivi, e, siccome non si butta niente, mangiarseli. Brutte cose, vero?

 Le Americhe sono state scoperte? Esattamente così, perché prima non solo gli Europei ignoravano quelle terre, ma quei popoli s’ignoravano a vicenda. Sono state convertite al cristianesimo? Beh, è esattamente questo che devono fare i missionari, diffondere il cristianesimo, e non altra fede o l’ateismo; e non sta scritto in nessun Vangelo che le religioni sono tutte uguali, ma proprio il contrario.

 Eccetera. Ma attenti, che la moda della cancellazione sta arrivando anche da noi; e già qualche anno fa qualcuno voleva censurare Dante perché mette Maometto all’Inferno; e sarei curioso di sapere se qualche prof politicamente corretto ha cancellato per conto suo il XXVIII, a scanso di guai.

 E già nei Classici non si studia la bellicista Iliade ma l’Odissea spacciata per pacifica, a parte che si conclude con una strage di Proci.

 Insomma, di questo passo e se lasciamo fare, cancelleranno tutto, incluso il Giudizio Universale di Michelangelo per non offendere i dannati. Eccetera. E ci ridurremo a un mondo di scimmiette senza la storia, senza la letteratura, senza le arti, senza le angosce che hanno creato l’umanità con le sue sublimi contraddizioni; ci ridurremmo a un mondo di tutti uguali nel minimo comun denominatore zero. Secondo questa filosofia della domenica, le tre caravelle dovevano restare in Spagna e Colombo a Genova; e Giulio Cesare doveva evitare di conquistare la Gallia… più esattamente, doveva lasciarla conquistare dagli Elvezi o dagli Svevi.

 Se lasciamo fare. Ma basta non lasciare fare, e non cadere nella trappola del politicamente corretto e del buonismo obbligatorio.

 Anche per far questo occorre un sano e robusto moto culturale reazionario, prima che ci buttino giù il Colosseo.

Ulderico Nisticò