Restart: L’Italia riparte dei piccoli borghi e comuni

Idee, progettualità e sviluppo: c’è un’Italia dei piccoli borghi che ce l’ha fa. Le esperienze nei Comuni di Badolato, Castel del Giudice e Pietrelcina. 

Il primo ostacolo è la burocrazia, il secondo le risorse disponibili. C’è un comune denominatore nell’esperienza virtuosa di tre realtà territoriali del Mezzogiorno: Badolato in Calabria, Castel del Giudice in Molise e Pietrelcina in Campania: la fiducia e la determinazione, così i due ostacoli si possono abbattere. Il Think Tank “Ned-New European Dream”, aggiunge un nuovo contributo di idee per la rinascita e lo sviluppo del Mezzogiorno anche in vista del Next Generation EU.

Badolato: dallo spopolamento al sistema di accoglienza ed ospitalità diffusa ed alla rinascita.

Racconta la sua storia l’imprenditore e vice sindaco di Badolato Domenico Leuzzi. “Il terremoto, l’alluvione e lo spopolamento, l’emarginazione ed isolamento degli anni ottanta, l’incubo di finire nell’abbandono. Poi – racconta Leuzzi – il colpo di coda del dramma, l’arrivo dei Kurdi nel 1997 con lo sbarco dell’Ararat. A loro abbiamo offerto ospitalità nel centro storico abbandonato. Da lì siamo partiti con l’associazione “ProBadolato”.

Il resto è stato tutto un lavoro in salita, ma pieno di soddisfazione. Sono andato per diversi anni, dopo aver costituito una società con altri giovani imprenditori locali, nelle fiere internazionali da privato per promuovere e presentare il nostro progetto di borgo “Paese Albergo – Osptalità Diffusa”, con l’esperienza del vivere mediterraneo, in tutto il Mondo. Oggi, nella doppia veste di imprenditore e amministratore, provando a lavorare assieme alla comunità, si continua a lavorare in tal senso e finalmente si iniziano gradualmente a vedere dei risultati. A Badolato ci sono americani, tedeschi, spagnoli, francesi, svedesi, danesi, olandesi, inglesi e svizzeri che hanno comprato case ed appezzamenti di terra, e parte di essi (circa 70/80 oggi) si sono trasferiti proprio a vivere a Badolato, cambiando radicalmente vita.

Abbiamo lavorato tutti, – attenzione, c’è un enorme sforzo economico privato di tanti nostri concittadini che è giusto qui menzionare, – creando anche reti di cooperazioni dal basso con altri operatori turistico-commerciali. Purtroppo, abbiamo dovuto e dobbiamo fare i conti con la burocrazia. È ancora difficile parlare di ripopolamento, c’è tanto da fare ancora e sui cui lavorare perseguendo questa prospettiva, ma possiamo dire che è in atto un lento e paziente processo di rivitalizzazione che parte da lontano”.

Quanto è vera questa amarezza del vice sindaco di Badolato. Ma poi ci sono le soddisfazioni che arrivano con le testimonianze dirette delle persone che in Calabria sono arrivate per cambiare radicalmente vita come Mario, giunto dalla Spagna, e Cris arrivato dalla Svizzera, che hanno dato corpo e anima ad un progetto di permacultura e di agricoltura rigenerativa; e poi Catherine, trasferitasi dagli USA a Badolato assieme al marito Nick, che ha scelto la vita lenta del borgo per rigenerarsi e per il proprio “buen retiro”. E come Cathy, Nick, Mario e Cris, ci stanno nel borgo ed in marina tante altre famiglie di stranieri tra turisti residenziali, cittadini temporanei e nuovi cittadini. Si può partire da queste esperienze per rendere visibile ai piccoli borghi italiani che c’è un percorso che si può intraprendere per uscire dall’inferno e giungere in paradiso passando per il purgatorio.

Castel del Giudice: l’azionariato popolare e l’economia circolare.

Problematiche simili a quelle di Badolato esistono anche a Castel del Giudice in Molise. Parla Lino Gentile sindaco e animatore dello sviluppo di questo piccolo centro con 300 anime: “Non abbiamo grandi alleati sul territorio – dice – e nemmeno nelle istituzioni. E la burocrazia ostacola le attività. Ci vuole – sottolinea Gentile – una normativa specifica che calza rispetto alle problematiche dei piccoli comuni. A volte non abbiamo bisogno di interventi finanziari ma di un’attenzione che guardi alle peculiarità dei piccoli comuni, se penso alla frammentazione fondiaria, se penso a tante altre cose che abbiamo superato, messe insieme possiamo essere soddisfatti. Un elemento importante è avere e dare fiducia oltre al fatto che non esiste un’unica ricetta, ci sono tante soluzioni e una piccola realtà, paradossalmente, deve agganciarsi alle tante opportunità disponibili per raggiungere dei piccoli obbiettivi: uno alla volta. Questo è ciò che bisogna fare. Non distribuire a pioggia le risorse disponibili”.

Qualcosa di importante è successo a Castel del Giudice: sono stati realizzati 80 nuovi posti di lavoro.

Pietrelcina: Il valore dell’innovazione tecnologica.

Dal Molise a Pietrelcina in Campania. Giuseppe De Nicola, Presidente dell’Associazione “Ampioraggio”, ha spiegato il modo in cui bisogna fare rete per valorizzare queste realtà, attraverso “innovation tecnology”, portando come esempio il Comune di Pietrelcina. “Qualche anno fa – afferma De Nicola – sono arrivato a Pietrelcina con il cappello in mano avevo fondato la mia agenzia di comunicazione che era stata chiamata dal sindaco per rilanciare il Festival Jazz locale. Da qui l’idea di innestare nel festival Jazz una 3 giorni di confronti e incontri sui temi dell’innovation technology, ma in modo diverso ed in maniera “slow”. In 4 anni a Pietrelcina abbiamo generato, qualcosa come oltre 20 milioni di euro di ricadute di investimenti da questi appuntamenti. Siamo diventati un riferimento per partner come Infratel, Fastweb, Invitalia, Aruba e Almaviva. Non meno importante il lancio, lo scorso anno, da parte di Agid, del progetto Smarter Italy, per i borghi del futuro e tra i dodici centri italiani del futuro c’è anche Pietrelcina”.

Le conclusioni del webinar sono state affidate a Marco Bussone, Presidente dell’UNCEM: “I piccoli borghi, con l’arrivo della pandemia, hanno riconquistato il centro del confronto anche nella politica – ha sottolinearlo il Presidente dell’Uncem Nazionale – Queste esperienze ci dimostrano la capacità degli amministratori di essere lungimiranti e di costruire dei percorsi di futuro anticipando il cambiamento. A nessuno – aggiunge Bussone – è sfuggito che nell’ultimo anno tutti hanno parlato di borghi e di montagna. Ci fa piacere, ma noi non abbiamo bisogno di retorica e di riflettori sbagliati. Noi partiamo dalle esperienze che sono nate, nessuna è uguale all’altra e in giro per l’Italia, ce ne sono centinaia e centinaia, ognuna diversa dall’altra. Noi – conclude il Presidente dell’UNCEM – queste opportunità le abbiamo perseguite in tempi non sospetti” ed oggi più che mai vanno rilanciate con idea armonica di sviluppo per il Paese.

L’impegno di Ned:

Ned fa tesoro di queste esperienze ed è già al lavoro per rendere pubbliche altre testimonianze e fare rete per creare opportunità di sviluppo perché è nella condivisione delle esperienze e delle competenze che si può generare sviluppo sostenibile e radicato sui territori, come ci chiede veramente l’Europa.