R…estate dinamici al giardino botanico “Santicelli” di Soverato

I bambini che da più di un mese danno vita al progetto R…estate dinamici presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato, hanno vissuto una mattinata al giardino botanico “Santicelli”, situato su un’altura del golfo di Squillace, in via Panoramica. Tutti presenti sin dalle otto e trenta insieme alle suore e ai ragazzi del servizio civile. Zaino in spalla e cappellino in testa, pronti per scoprire uno spicchio di paesaggio naturale della città.

A fare da guida nei sentieri c’è stato il professore Domenico Messinò, che ha cercato di rendere accessibili le nozioni di scienze naturali a bambini dai tre ai dieci anni. E ce l’ha fatta, perché tutti quegli alberi e quelle piante e quei fiori sono stati accolti con grande entusiasmo dai piccini li presenti alla scoperta dei colori, dei profumi e delle forme della natura. E c’erano le palme immense, e le strane foglie ricurve della pianta di aloe, e il mirto con il quale si fa il liquore (qualcuno azzarda a dire di averlo assaggiato), e i fiorellini rosa dell’oleandro, e il mare azzurro a fare da sfondo.

Ed ecco ancora la grande torre di Carlo V, costruita alla fine del secolo Cinquecento per difendere la costa dai terribili nemici che, con le enormi navi, arrivavano dal mare per cercare di conquistare la città. E con un salto nel tempo, ecco le grandi fosse circolari scavate durante la seconda guerra mondiale, nelle quali i soldati hanno sistemato enormi cannoni pronti a sparare sull’avversario. Impegnato a rispondere alle più improbabili domande degli scolaretti, il professore Messinò ha evidenziato che Soverato, e più in generale la Calabria, è sempre stata terra di conquista. Prima i bizantini, poi i normanni, poi gli angioini e gli aragonesi. E gli spagnoli, i francesi e infine i piemontesi Savoia. Tutte queste conquiste l’hanno resa terra prospera e fertile, che ancora oggi porta i segni della miscela di razze e culture.

E se l’accoglienza ha portato ricchezza un tempo, perché non dovrebbe farlo anche oggi? Ecco che dovremmo mostrarci disponibili verso chi, ogni giorno, arriva dall’altra parte del Mediterraneo sulle nostre coste. Quello che oggi sembra fatica, se affrontato nella maniera migliore, domani sarà ricchezza. Al termine del percorso, dopo un paio di ore, sono tutti pronti per rientrare a scuola. C’è chi è stato molto attento, chi un po’ meno. Chi è stato rapito dai racconti, chi ha sofferto un po’ il caldo e chi non ha mai perso l’entusiasmo. C’è stato anche chi ha raccolto da terra una pigna da regalare alla propria mamma, portando concretamente con sé un po’ della giornata. Tutti accomunati de questa esperienza che renderà più ricca la loro esistenza. Perché la scuola non si fa solo sui banchi.

Floriana Ciccaglioni

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