Cominciamo dalla politica. La Meloni, al potere dal 2022, lo è rimasta nel 2025, saldamente anche se con qualche lieve scossone interno alla sua maggioranza. Mutuando una frase degli anni 1950, ”fin quando ci sarà lei, caro lei…”, riuscirà a tenere a bada le tentazioni democristiane di Tajani e i tentativi di Salvini e Vannacci di scavalcare a destra.
Lo stesso per certi amici miei che, come si disse di altri nell’Ottocento, sono “più realisti del re”, e vorrebbero chissà che… ma no, vorrebbero tornare alla loro perduta adolescenza, quando erano comodamente perdenti e senza impegno. Pensate mi riferisca a Veneziani e Cardini? Avete indovinato.
È vero tuttavia che il saldissimo governo di destracentro non fa granché per la cultura.
Idem per la Regione, la cui attività culturale del 2025 è stata come quella dal 1970: niente.
Ci sono state le regionali anticipate, stravinte da Occhiuto. Dico Occhiuto, con qualche traino di Forza Italia e scarso successo di FdI e Lega. Del resto, è scarsissima la presenza dei suddetti partiti nelle realtà locali: vedi Soverato. Anzi, non vedi, perché a Soverato di politica non si vede un bel nulla.
La maggioranza di Vacca è nettamente superiore a quella famosa del comunismo in Bulgaria; ed è così disabituata all’opposizione, e abituata ai complimenti, che guarda male l’unico che critica ciò che bisogna criticare. Chi è? Ulderico. Il quale, continua, forte del fatto che al Comune ha solo e sempre dato gratis, e mai chiesto niente! A proposito, mica solo al Comune.
Torniamo alla grande politica, con speciale riguardo alla riforma della Giustizia e all’imminente referendum. Non è questo il luogo per parlarne, però tutti sapete come la penso io.
Tasto dolentissimo, l’Europa (dis)Unita, la quale ha dimostrato tutta la sua inconsistenza sia in Terra Santa sia sul Don. La politica mondiale è decisamente nelle mani di Trump, che ha risolto al 90% Gaza, e spero ci faccia presto il regalo del 2026 sul Don.
Come ho scritto e su queste pagine e altrove, l’Europa dei tappi non esisterà mai con questa classe dirigente di bellocce statuine alla Ursula; e soprattutto se il potere reale verrà esercitato da una burocrazia anonima e non responsabile: quella dei tappi!
E intanto, io che ho fatto nel 2025? Ho avuto anni più attivi, però me la sono cavata. Espongo.
Convegni e conferenze; e ricordo gli interventi e le lezioni per l’Università della Terza Età; e per l’AMMI e la FIDAPA e altri.
Due libri: “Storia politica della Magna Grecia” (presentato in più luoghi) e la seconda edizione de “La fede tenace”. Se non li avete letti, cercateli. Di un libro che era in cantiere dal fatale 23 novembre, si sono misteriosamente perse le tracce. Ma il paese è piccolo, e la gente mormora.
Quattro spettacoli: “Alba 2025” e “Fiorita” a Soverato; “Cassiodoro” a Squillace; “La vittoria del Rosario” a Soverato.
Ben 321 articoli su “Soveratoweb”, che ringrazio per l’affettuosa ospitalità. Sul “Secolo d’Italia”, 52, uno a domenica. Ricordo con simpatia la Radice, di cui mi vanto essere il più antico collaboratore dei suoi trent’anni di vita. Seguono fogli di più precaria vita.
E, come da tre decenni, la mia rubrica “Il Punto” di Telejonio.
Auguro a tutti (anche ai poco e niente meritevoli!) un felice 2026, e lo auguro a me stesso.
Ulderico Nisticò