Riassunto su Nato e sulla Regione Calabria


 Non mi faccio vivo da un paio di giorni, per ragioni telematiche. Per la Nato, me la cavo così: se gli Usa ritirano alcune truppe dall’Europa, bene; se le ritirano tutte, benissimo.

Però non me la posso cavare con battute da sessantottino nazionalpopolare, e so che, se se ne vanno gli Usa, al loro posto dobbiamo mettere truppe europee, e lo dico sia pensando, come è più probabile, ai singoli Stati, sia ad un molto ipotetico ruolo dell’Europa (dis)Unita.

In ogni caso, occorrono soldi e soldati: non è un gioco di parole, ma i soldi servono a pagare i soldati e le loro armi. Beh, gli Europei i soldi li hanno, anche se li amministrano male. Quanto ai soldati e guerrieri, l’Europa ha una storia di parecchi millenni, da quando re Italo creò il suo Stato “con la politica e con la violenza”, e anche molto prima. Staremo a vedere.

A proposito di soldi, la sinistra calabrese lamenta che Occhiuto voglia spenderne per due sottosegretari, e ha raccolto firme per impedirlo. Io, nel mio piccolo, non ho firmato, però se ci sarà il referendum, tale sarà il mio atteggiamento:

– se Occhiuto mi convince che i sottosegretari servono a qualcosa, voterò a suo favore;

– se non mi convince, voterò contro.

Perché mi pongo il problema? Perché, tanto per fare un esempio, è dal 26 aprile che Occhiuto ha nominato una CABINA DI REGIA DELLA CULTURA, e questa, alla data del 7 luglio, è come l’araba fenice del Metastasio: che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa. Siccome non esiste, non la possiamo nemmeno abolire!

Quindi, se servono i sottosegretari, allora non due ma duecentoventidue; se non servono, o danno uno stipendio senza prestazione d’opera, allora risparmiamo i denari.

Non è solo questione di quattrini: è che bisogna combattere l’idea che in Calabria tutto finisca ad “assunzioni” a vario titolo. È un vizio secolare, e una delle cause della nostra lentezza e farraginosità di azione.

Ulderico Nisticò