Ricercatrice picchiata per avere soccorso dei cani

La vergogna pura. La ricercatrice 42enne Beatrice Lucrezia Orlando, in vacanza in Calabria, ha denunciato di essere stata picchiata da un nucleo familiare di quattro persone la sera del 6 agosto. Perché? Perché aveva soccorso dei cagnolini denutriti. La storia, terrificante, è stata raccontata anche da Fanpage.

Beatrice esce come ogni mattina col suo cane Charlie. È il 4 agosto. A Tortora (Cosenza) sente dei guaiti provenire da sotto un’auto. Vede una cagnolina, denutrita, con il collarino e tre cuccioli, anche loro molto debilitati. Chiama l’Enpa, che però le dice che non potrà intervenire prima di due o tre giorni. Allora interviene lei. E qui avviene il delirio.

Ad attenderla trova una signora che la minaccia, accusandola di aver portato quei cani nella sua proprietà e aver lasciato le ciotole degli animali in giro. A quel punto rientra a casa, e i cani denutriti la seguono. Lei li accudisce e due giorni dopo l’Enpa li viene a prendere. È il 6 agosto. Mentre sta tornando a casa in bici, viene bloccata da quattro persone. C’è anche la signora di due giorni prima. I quattro criminali vili e carogne – a meno che Beatrice si sia inventata tutta, e non sembra proprio – le tagliano la strada e l’aggrediscono. Sono tutti italiani: qualcuno dice calabresi, qualcuno napoletani. Si scoprirà. Ma cosa cambia?

Cosi Beatrice: “La prima a farsi avanti è stata la signora che mi ha schiaffeggiato e con le unghie mi ha graffiato il viso, poi il marito mi teneva le mani, mentre la fidanzata del figlio, sempre con le unghie mi ha ferito la schiena e cercava di tapparmi la bocca per non farmi gridare. Infine il figlio, ha iniziato a prendermi a pugni e non ho potuto difendermi visto il suo fisico muscoloso. Mi ha colpito ovunque: in faccia, negli occhi, nello stomaco. La strada è trafficatissima, ma nessuno ha osato soccorrermi. Sono riuscita a raggiungere casa trascinandomi”.

Ovviamente Beatrice ha poi denunciato i quattro aguzzìni. Che nel frattempo, stando al suo racconto, avevano continuato a tenere un atteggiamento abietto. “Il giorno dopo i miei aggressori continuavano a passare dal mio giardino in segno di sfida e attraverso il passaparola mi hanno fatto arrivare la minaccia che se avessi denunciato ero morta”.

Ma ci rendiamo conto del livello di abiezione e ferocia a cui siamo arrivati? Massacrata per avere soccorso dei cani. E nessuno che l’ha difesa. Siamo al capolinea. Un abbraccio a Beatrice.

Andrea Scanzi (Facebook)