Richiesta sblocco immediato del “Bando valorizzazione dei Borghi”

L’Associazione degli Operatori Turistici “Riviera e Borghi degli Angeli”, assieme ad un gruppo di oltre 50 operatori turistico-commerciali e della ristorazione e nel tramite dell’Avvocato Fabrizio Schiavone, ha inviato nei giorni scorsi una richiesta-sollecito importante alla Regione Calabria – con PEC formale e ufficiale indirizzata alla Presidenza della Regione Calabria, all’Assessore/Vice Presidente On. Spirlì e all’Assessore On. Orsomarso – chiedendo lo sblocco immediato del “Bando valorizzazione dei Borghi” relativo alle risorse destinate ad operatori privati e quindi ad attività ricettive, della ristorazione e dei servizi turistici e culturali. Si chiede lo sblocco urgente e necessario delle procedure delle valutazioni e successiva pubblicazione delle graduatorie definitive relative al suddetto bando in attesa ormai quasi due anni, in quanto risultati ammessi alla prima graduatoria pubblicata dalla Regione Calabria in data 15/07/2019. Stessa cosa era stata richiesta anche, nel tramite dell’Unione dei Comuni “Versante Ionico” e GAL “Serre Calabresi”, per lo sblocco delle procedure delle misure legate ai fondi da destinare ai tanti Comuni calabresi, già in graduatoria quasi ufficiale con dei progetti ammessi e da finanziare.

Da troppo tempo si parla nella nostra Regione di turismo come volano di sviluppo, senza però mai intercettare le opportunità che possano concretizzare un progetto di largo respiro per gli operatori del settore e quindi per l’intera comunità calabrese. Con la lettera-sollecito, si intende portare all’attenzione della nuova Presidenza e Giunta Regionale delle proposte concrete che potrebbero essere di supporto all’emergenza sociale ed economica che ci si appresta ad affrontare o peggio a subire. Proprio per evitare di subire passivamente risvolti, se possibile, ancora più drammatici per il contesto territoriale in cui si vive ed opera l’idea di sbloccare il bando relativo “alle attività recettive, della ristorazione e dei servizi turistici e culturali” (attingendo al fondo messo a disposizione di circa 37.000.000 di euro), potrebbe seriamente rappresentare linfa vitale per il territorio senza gravare oltremodo sulle già provate casse della Regione.

Si ritiene infatti che, smobilizzare il fondo de quo non potrebbe che incidere positivamente sul contesto socio – economico non solo delle nostre imprese, ma del proprio territorio e anche della regione tutta, contribuendo finalmente per tal guisa al pieno sfruttamento delle potenzialità turistiche proprie dei nostri luoghi. Non si può non nascondere che l’economia regionale del territorio è stata da sempre instabile e legata soprattutto alla precarietà e, oggi paradossalmente, a causa della pandemia anche la precarietà è a rischio stallo con conseguente determinazione di uno stato di incertezza dai risvolti più nefasti per tutto il tessuto sociale. Orbene, mai come in questo preciso momento storico senza eguali il timing e il quantum devono correre di pari passo per far sì che l’emergenza che stiamo vivendo un po’ tutti sia trasformata in opportunità.
“Cari Presidente Santelli, Vice Presidente Spirlì ed Assessore Orsomarso – chiedono gli operatori turistico-commerciali nella missiva – è quanto mai necessario intervenire fattivamente affinché il bando de quo venga sbloccato nel più breve tempo possibile con la pubblicazione delle graduatorie e la successiva erogazione della liquidità per realizzare i nostri progetti e la nostra ripartenza a beneficio di tutti. Inoltre, la crisi che stiamo vivendo ci impone di prendere seriamente in considerazione una criticità legata alla mancanza di liquidità dei partecipanti al bando per far fronte alle anticipazioni di iva e quota privata come originariamente previste dal bando.

Pertanto chiediamo di allargare la percentuale del fondo perduto ivi previsto, attraverso l’introduzione nei progetti dell’adeguamento al PIANO D’AZIONE contemplato dall’OMS, per quanto riguarda le azioni ANTICORONAVIRUS, giustificando il finanziamento al 100%, per prevenzione sanitaria pubblica. Per questa via si eviterebbe il rischio che la maggior parte degli aventi diritto sia costretta a rinunciare al beneficio per mancanza di liquidità, circostanza che negli ultimi mesi interessa la maggior parte di noi. Ma ancora sempre in ragione dell’emergenza sarebbe auspicabile intervenire nelle varie fasi del bando, dalla fase progettuale fino a quella di collaudo e quindi rendicontazione, snellendo e semplificando i vari processi di gestione con enormi benefici in termini di tempi costi.

Avviare i nostri progetti significa dare lavoro, creare un indotto, realizzare opportunità di sviluppo lontane da visioni assistenzialistiche e soprattutto dare a quanti amano la nostra terra il ritorno alla speranza…per tornare a intravedere un futuro positivo. Alla luce delle argomentazioni sopra esposte rimaniamo in attesa di un urgente e positivo riscontro dichiarandoci sin d’ora disponibili ad un incontro attraverso una nostra delegazione”.