Riflessioni sui cinghiali a Soverato


Il cinghiale di Calidone, per uccidere il quale dovettero riunire tutti i più maneschi eroi greci… il cinghiale che ferì Ulisse…

…fermi tutti, il fatto avvenne in Epiro, quindi non commuovetevi in cerca di sepolte calabresi glorie e di sbarchi mai avvenuti…

ebbene, questi suini selvatici in Calabria si erano estinti… a proposito, così vi passa la cavolata immane dei “boschi incontaminati”… e quelli che vedete in giro, quelli che costituiscono un serio pericolo anche a Soverato, non hanno nulla a che spartire con la Natura di Rousseau a lui ignota e spacciata per buona; sono invece effetto di un dissennato ripopolamento degli anni 1970.

Qualche ecologista della domenica pensò che i cinghiali si sarebbero accontentati dei recinti, e invece sono bestie selvatiche e amanti della più anarchica libertà.

E si amano anche tra loro, mettendo al mondo una ventina di lattonzoli l’anno per scrofa. I quali, cresciuti, devono pur mangiare; e siccome i “boschi incontaminati” esistono solo nelle fantasie dei poeti e degli antropologi superpremiati, mangiano quello che trovano, incluse le buste della spazzatura, eccetera.

Attenzione a questa lezione di etologia: etologia, da ἔθος, che vuol dire sia sede sia abitudine, quindi l’abitudine di una specie rispetto a una certa sede. Per i suidi in parola, Soverato è una sede, anzi magari pensano sia la loro sede, e i bipedi invece siamo degli estranei. Ed ecco l’aggressione.

La soluzione è proprio nell’etologia. Se è vero, ed è vero, che i cinghiali per le vie di Soverato sono fuori posto, bisogna far capire loro di sloggiare.

Capire? E qui, prima di Rousseau, arriva un altro fantasticante, Cartesio; il quale ha detto che gli uomini ragionano e gli animali no: evidentemente conosceva poco gli animali e per niente gli uomini! Gli animali (come la massima parte degli uomini) sono incapaci di pensiero astratto, però ragionano, eccome, quando si tratta di fatti loro e dei loro interessi.

Se si accorgono che a Soverato si sta male, se ne vanno in qualche bosco; e siccome di boschi ce ne sono pochi, diminuiranno di numero. E i superstiti non mangeranno più schifezze lasciate da cittadini distratti e mai multati.

Come si fa spiegare ciò ai cinghiali? Facendoli stare male, malissimo. Vediamo chi l’indovina!

Ulderico Nisticò