Riforma della giustizia, ad Kalendas Graecas

 Una colombella.. no, un corvo mi ha sussurrato che tra poco voleranno come il vento gli avvisi di garanzia a carico di chi va parlando di riforma della giustizia. Per quale reato? Boh: vagano per l’Italia decine di migliaia di leggi dimenticate, e richiamate in servizio a comando, più vere o presunte convenzioni internazionali…

 E invece la riforma è urgentissima, come tutti vanno dicendo da almeno una trentina d’anni: alla faccia dell’urgenza.

 Chi deve fare la riforma della giustizia? Il parlamento, direbbe Montesquieu, in nome della netta separazione tra i tre poteri. Quindi non la devono fare i giudici. Se hanno studiato latino, sappiano che “nemo iudex in causa sua”. Se non hanno studiato latino, come spesso sono portato a credere, mi offro per lezioni private.

 Cosa è urgente? Che un procedimento non duri decenni, non subisca rinvii più o meno legittimi. È molto diffusa, oggi, la tendenza a non affidarsi alla giustizia, a rischio di finire nel tritacarne di lungaggini e trabocchetti… Sui giornali si leggono i casi di penale, ma la vera disgrazia è un procedimento civile, che può tranquillamente non terminare mai. Cioè, uno mi truffa e si gode i miei soldi, e quando, e se mi arriva una sentenza favorevole, io sarò morto di fame.

 Quanto al penale, siamo stanchi tutti del caso Salvini assolto a Catania e processato a Palermo per la stessa identica fattispecie con due giudici diversi. Dico Salvini, ma può essere Pincopalla a vincere o perdere la lotteria.

 Il magistrato può avere le sue idee politiche morali filosofiche religiose, ma le deve tenere a casa, e non portarle in aula.

 A proposito, se un magistrato si vuole candidare a cariche politiche, prima si dimetta, e irreversibilmente.

 Insomma, ce n’è materia da riformare… A cominciare dal famigerato CSM, che è stato accusato, in parte dei suoi membri, di gravi accuse, però è sempre lì, e nessuno di competenza assume un provvedimento neanche leggermente parolaio.

A proposito, non mi risulta – se mi sbaglio, correggetemi – che qualche membro del CSM abbia querelato Palamara e dintorni. Distrattoni!

Ulderico Nisticò