Riformare il Consiglio regionale

 La Calabria, secondo la riforma delle Camere, avrà 19 tra deputati e senatori; perché mai il Consiglio regionale deve contare 29 consiglieri? 19, bastano, anzi sono pure assai. Attenzione: quando un’assise è numerosa, per logica e aritmetica succede che, giocando con le proporzioni, qualcuno ce la fa anche con pochi voti assoluti. Ciò induce a formare liste anche avventurose, giacché, sempre per via della proporzionale, a qualcuno può andare bene, e trovarsi consigliere.

 Soluzione, secondo me? 19 consiglieri.

 Va anche modificata la modalità di elezione: propongo 19 collegi uninominali, e vince chi piglia più voti secchi; gli altri, tanti saluti. A proposito: la divisione in collegi, non la si faccia a favore di Caio o di Sempronio.

 È vero che un consigliere regionale della Lombardia percepisce 5.000 € lordi e uno della Calabria 11.000 a parte altri eventuali emolumenti? È vero altresì che la Calabria è l’ultima o giù di lì d’Europa?  Ecco: io non faccio i conti della serva, e se il Consiglio regionale calabrese fosse stato utile, da quando c’è nel 1970, l’avrei pagato e lo pagherei fior di quattrini. Così com’è, anche se lo stipendio fosse bassissimo, sono soldi sprecati, per quello che vale il Consiglio e come non produce effetti!

 Proposta: 5.000 al mese a Reggio come a Milano; e sono abbastanza generoso. Anzi, via, in un impeto di bontà, 4.000 per chi abita a Reggio, 6.000 per quelli di Castrovillari, in qualità di rimborso spese.

 Altre riforme?

 Le candidature vanno presentate quattro mesi prima delle elezioni; i candidati e partiti che non si sanno organizzare e vorrebbero aspettare l’ultimo momento, peggio per loro. Vi ricordate lo scorso settembre?

 Le incompatibilità… ne abbiamo lungamente parlato: ma in quattro mesi, una commissione ha tutto il tempo di scoprire se Tizio è primario e Mevio è dipendente, eccetera, e bloccare la candidatura prima delle elezioni, e non, come forse succederà a seguito di ricorsi, dopo uno o più anni. Lo stesso, anzi peggio, per gli impresentabili.

 A che servono, queste proposte? Attenzione, ragazzi, studiate Tacito, e capirete come si propone una cosa per ottenerne un’altra. Nel mio caso, calo del numero e dello stipendio, e candidature uninominali e fine delle incompatibilità eccetera, hanno di mira uno scopo occulto. E qual è, il mio scopo occulto?

 Detto fatto: scoraggiare quelli che ci provano; e quelli che si candidano senza speranza di essere eletti, però poi in qualche altro modo presentano il conto al partito cui hanno fatto un favore da tappabuchi. E scoraggiare i partiti e la partitocrazia.

Ulderico Nisticò