Si è conclusa con un successo straordinario la seconda edizione del Rigugghju Fest – Il festival di chi abita nei paesi, che sabato 25 aprile 2026 ha animato il centro storico di Guardavalle, nel cuore del Basso Ionio Calabrese.
Migliaia di visitatori, provenienti da tutta la regione e non solo, hanno preso parte a una giornata intensa e partecipata, trasformando la cittadina ionica in un vivace laboratorio partecipativo di cultura, incontro e condivisione.
Dopo l’esordio già molto positivo a Santa Caterina dello Ionio, il festival ideato e organizzato dall’associazione di promozione sociale WE’RE SOUTH ha confermato e superato le aspettative, consolidandosi come un appuntamento di riferimento per chi crede nel futuro dei piccoli paesi e delle aree interne.
Grande la soddisfazione degli organizzatori, che hanno visto concretizzarsi una visione fondata sulla partecipazione attiva, sull’innovazione sociale e sulla valorizzazione delle aree interne.
«Rigugghju è il bollore, il fuoco che arde nell’animo di chi desidera fortemente qualcosa – dichiarano entusiasti gli organizzatori – e quello che abbiamo vissuto a Guardavalle è stato proprio questo: un’energia collettiva, autentica, capace di unire comunità, visitatori e realtà diverse in un’unica, grande esperienza condivisa».
Il ricco programma della giornata ha saputo coinvolgere un pubblico trasversale, dalla mattina, con il trekking naturalistico ‘Guardavalle dall’alto’ a cura di Trekking Stilaro Experience, fino al pomeriggio dedicato a diverse attività tra cui: il laboratorio di pittura collettiva ‘R-esistiamo’ dell’illustratore Deicolmicolmo dedicato a famiglie con bambini e ragazzi, i laboratori artigianali di telaio antico, a cura di Domenico Paparo, e di erbe selvatiche ‘Erbe libere – Merenda Selvatica’ ideato da Mariangela Salerno e Gianpiero Menniti. È stato possibile poi visitare Chiese e palazzi storici e nobiliari, grazie agli appassionati volontari dell’associazione Syrleto Valley e alle Confraternite religiose.
Momento centrale della giornata è stato il Talk pubblico di respiro nazionale “Oltre lo spopolamento” moderato da Guerino Nisticò, che ha visto il confronto tra amministratori, istituzioni, associazioni, studiosi ed esperti sui temi della rigenerazione dei piccoli paesi e delle aree interne.
Un dialogo aperto e costruttivo, per accogliere nuove idee e prospettive concrete per il futuro dei territori. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Guardavalle, di Marziale Battaglia per il GAL Serre Calabresi, di Francesco Costantino Commissario del Parco Naturale Regionale delle Serre, la piazza ha ascoltato: l’antropologa di fama nazionale Anna Rizzo, il Sindaco di Serra San Bruno capofila SNAI versante Ionico-Serre Alfredo Barillari, le Professoresse di Sociologia Unical, Alessandra Corrado, Silvia Sivini (FLIARA Project) e Sabina Licursi (Riabitare l’Italia), Ricardo Stocco di Appennino l’Hub, Miriam Matteo di Rete RIFAI e Gaetano Moraca del Festival del Lamento.
La serata ha poi trasformato Guardavalle in un grande percorso di convivialità, tra itinerari enogastronomici nelle antiche cantine e presso i ristoratori locali, culminando nel coinvolgente concerto di Fabio Macagnino e Movimento Terra in Piazza Immacolata.
Fondamentale il contributo dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Caristo, della comunità locale, delle associazioni, delle confraternite e degli operatori culturali e turistico-commerciali, che con entusiasmo hanno reso possibile la riuscita dell’evento, dimostrando come la sinergia tra abitanti possa generare risultati concreti e momenti di crescita e rafforzamento della collettività.
La Presidente di WE’RE SOUTH APS, Giulia Montepaone, ringrazia il Comune di Guardavalle e la Fondazione BCC di Montepaone per il contributo, il GAL Serre Calabresi, il Parco Naturale Regionale delle Serre, Calabria Straordinaria per il patrocinio e Italia che Cambia come media partner.
“La missione della nostra associazione – ha dichiarato Giulia Montepaone – è ricucire territori e vivere i paesi come veri e propri laboratori di innovazione sociale e resistenza. Il successo del Rigugghju Fest 2026 rappresenta un segnale forte e chiaro: i piccoli paesi sono spazi da abitare, vivere e re-inventare.” E il “rigugghju” che si è acceso a Guardavalle è destinato a continuare a bruciare alimentando nuove energie ed attività dal basso fra territori con paesaggi, storie e desideri comuni.