Rimandamenti e annullamenti soveratesi


Il già molto modesto programma pubblico e privato ci regala anche tre cancellazioni:

– Serata bambini;
– Sagra del pesce;
– Sagra di oggi 19.

Della prima, non si sa ma s’intuisce; della Sagra del pesce mi sono state fornite quatto o cinque spiegazioni tutte differenti e nessuna convincente; il caso odierno, sui social di ieri è ANNULLATO, sui manifesti di stamani RIMANDATO come a scuola, però non si sa a quando.

Pare che i nostri concittadini abbiano fatto (“se è lecito paragonare le cosa grandi con le piccole”, canta Virgilio), come i patetici storici francesi quando spiegano la scoppola immane di Waterloo con la pioggia… e con una faccenda personale di Napoleone che non dico, se no pare brutto.

Ben lungi dall’indagare, ragiono a fiuto; e, secondo me, sono tutti effetti diretti e obliqui di un morbo che si sta diffondendo in Soverato, ed è la litigiosità permanente, la quale avvolge persino i rapporti personali, e figuratevi quando si tratta di organizzare qualcosa. E che, come penso sappiate tutti, è recentemente finita in tribunale, e dico TRIBUNALE! Mi cadono le braccia.

Le cause profonde della litigiosità sono, a mio avviso, le seguenti:

– come dicono in Toscana, “troppi galli a cantar, non si fa giorno”; e in Soverato ci sono galli e galletti e galline di ogni genere, e ognuno certissimo di essere la gallina più pennuta e il gallo capo del pollaio, del sempre più piccolo pollaio; e dilagano scrittori e poeti e drammaturgi e storici… e sbarcatori di Ulisse e scopritori del notissimo re Italo…

– …e presidenti di qualche associazione del tutto inesistente;

– manca invece l’autorevolezza da parte dell’Amministrazione; un’Amministrazione che ha una maggioranza numerica da comunismo bulgaro anni 1970, però vive nel terrore di perdere un (01) voto se non accontenta Questo o Quello e il presidente del Nulla o i bibliotecari autogestiti.

Esempio, la suaccennata lite GIUDIZIARIA, che doveva essere regolata prima, o almeno placata, e con intervento politico e morale (con o senza formalismi!) del sindaco Vacca e del responsabile regionale delle Proloco, Capellupo; entrambi assenti dal problema, e, sempre citando Virgilio “lasciano andare le redini alle cose”.

E le cose non vanno, si trascinano: annullamenti e rimandamenti inclusi.

Ulderico Nisticò