Ringrazio il mio amico Maurizio Paparazzo…

…che, con il garbo e la precisione che lo caratterizzano, è intervenuto a chiarirmi le idee. E con autorevolezza, perché è operatore, e gli si deve il prezioso studio sul cineturismo in Calabria.
E se, con le informazioni di cui dispone e di cui ci rende partecipi, può corroborare me in specie, e i lettori, non possiamo che prendere atto, e recepire i dati con un cauto ottimismo.

Sono dati assoluti, quelli di Maurizio, e non sofistiche percentuali; e che danno numeri interessanti, sia pure riferiti a strutture controllabili quali alberghi, villaggi, agriturismo, b&b…
Sfuggono alle indagini i flussi estemporanei e gli alloggi più o meno in nero. E, come vado ripetendo da anni, e anche a Maurizio nel corso delle nostre chiacchierate, questo aspetto del problema è, secondo me, molto negativo per l’intera Calabria e per Soverato soprattutto, e senza interventi di chi di competenza, che non sono solo la Regione e i Comuni, ma anche la autorità di polizia.

Se però si registrano aumenti nelle strutture ufficiali, ben vengano; e spero si vada avanti così, anzi sempre meglio.
Sarei altresì contento di sapere come vadano le cose non solo in totale, ma, scorporando il dato, nelle singole attività turistiche: agriturismo, congressi, cultura, enogastronomia, folclore, mare, montagna, naturalismo, pellegrinaggi, pesca, soggiorni di salute, studio, terme, vela…

Quanto alla cultura, che, per deformazione professionale, mi sta a cuore, se si sta facendo qualcosa per il centenario della canonizzazione di s. Francesco, pochissimo e nulla si fece per le ricorrenze della nascita al cielo (morte), 2007, e nascita terrena, 2016; e così per i centenari di s. Nilo, Giglio, Sirleto eccetera; e tanto meno per il secondo centenario delle guerre napoleoniche in Calabria: e se alcuni abbiamo fatto, e molto, a Maida e a Mileto, non si vide ombra né della politica né delle università calabresi.

La cultura calabrese, detto in generale, resta grigia e noiosa, il che è il contrario di quello che vuole il turista. Anzi, nella cultura ufficiale calabrese, più uno è depresso e piagnone, più passa per dotto.
E che fa la Calabria in genere e la Regione per Matera 2019?

E, la domanda più pregnante, quanti sono gli addetti al turismo, a qualsiasi titolo; e qual è il giro d’affari; e, quello che giova tanto altrove, qual è l’indotto, con utilizzo della produzioni regionali a scopo di ristorazione e vendita di artigianato locale?

Insomma, se accetto volentieri le informazioni positive che Maurizio Paparazzo ci fornisce, e lo ringrazio nuovamente, non posso ancora dirmi pienamente soddisfatto. Ma se le premesse sono buone, consentono speranze per l’avvenire.

Ulderico Nisticò

Articolo Correlato: Gli interrogativi di Ulderico Nisticò sul turismo pasquale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.