Rinvio delle elezioni, e conurbazione

 Le elezioni amministrative sono rinviate ad ottobre… se tutto va bene. Prima si parlava del 31 maggio, e infatti in quel di Satriano ogni tanto spuntava una qualche ipotesi, una qualche velata o esplicita candidatura. Cose fugaci, uscite puramente verbali.

 In quel di Soverato, l’argomento delle elezioni comunali non compare manco per sbaglio, né in documenti scritti a stampa o in social, né in atti di movimenti politici e partiti, che del resto a Soverato non esistono. Se veramente si fosse andati alle urne il 31 maggio, non si sa dove sarebbero venute fuori delle liste, se non quella, presumo, degli uscenti.

 Fermiamoci qui, e immaginiamo che si voti tra sei mesi. Secondo il mio modestissimo parere, questa metà dell’anno potrebbe utilmente essere occupata a discutere di un argomento di non lieve importanza: la conurbazione.

 Premessa e chiarificazione. Conurbazione significa una sola cosa, senza giri di parole e sofismi vari: significa quello che fecero, nel 1968, a Lamezia; e, dopo decenni, ai Casali del Mango e a Corigliano-Rossano; e cioè, prendere due o più Comuni, e farne uno solo. Uno solo, con un solo sindaco eccetera. Respingo qualsiasi altro biribimbobà.

 Lo vado ripetendo da anni; poi accadde che Mancini e Drosi tennero diverse riunioni segue cena, senza la cortesia di citarmi (invitarmi: ahahahahahahah); e tutto finì come tutte le cose segue cena: con il digestivo; anzi, Satriano si munì di qualche decina di cartelli atti a indicare i sacri confini.

 Questo triste caso ci induce, cari lettori, ad evitare cene e convegni, e discutere seriamente del problema. Come si fa? Ma è semplicissimo: io faccio il moderatore, e concedo ad ogni intervento minuti dieci contati, nel senso che, giunto l’oratore al secondo numero 600, gli spengo il microfono; se qualcuno ha blaterato dello sbarco di Ulisse per minuti nove, peggio per lui.

 Del resto, cosa volete discutere? Nei tempi dei tempi, Soverato e Satriano non avevano alcuna contiguità: se volete una prova, sentite parlare in dialetto stretto. Dagli anni 1970, Soverato si spinse fino all’Ancinale; Satriano si trasferì in buona misura a Laganosa e Cittadella. La fusione dei nuclei urbani è dunque già bell’e avvenuta.

 Ma lo so che per un atto del genere ci vogliono… uh, carte a valanghe, bolli, timbri, corsi e ricorsi. Ma se c’è una cosa che ci ha insegnata il virus, sapete qual è? Che si può fare come fa Conte, fregandosene cioè di tutto e sparando raffiche di decreti. Qui ce ne basta uno solo.

 Va da sé che una tale conurbazione dovrebbe estendersi almeno a Petrizzi e Gagliato per evidenti motivazioni topografiche e sociali.

 Coraggio, fino all’autunno ci sarebbe modo di discuterne. Ma ora voglio vedere se qualche cittadino mi risponde o sì o no.

Ulderico Nisticò