Riproviamo con la conurbazione?

 Per varie vicende, e su cui sorvoliamo, Satriano è senza sindaco; Soverato va a scadenza naturale. In primavera si deve votare in entrambi i paesi; e sarebbe un’ottima occasione per tagliare il nodo gordiano, e fare il Comune unico.

 Non scomodiamo la storia; ma se proprio volete, Soverato mai ebbe nulla a che spartire con Satriano, finché, verso gli anni 1970-80, e in spregio e dileggio di ogni sia pur vaga idea di urbanistica, Soverato arrivò al greto dell’Ancinale; mentre sorgeva quasi dal nulla l’abitato di Laganosa; e, a cerniera di entrambi, l’agglomerato noto come Cittadella. Tutto a caso, senza un’idea: e senza manco avere il buon senso di una bretella di collegamento tra via Trento e Trieste di Soverato e la suddetta Laganosa: sarebbero 500 metri, ma non ci sono. L’urbanistica, questa sconosciuta!

 Laganosa appartiene al Comune di Satriano, ma i suoi abitanti sono di ogni provenienza; molti hanno trovato conveniente comprare lì invece che a Soverato, dove i proprietari stanno sulle corna della Luna. Laganosa e Cittadella sono già intrecciate con Soverato; e sfido chiunque a dirmi dove sono i confini municipali.

 A bella distanza, l’antico borgo di Satriano, che nulla ha della Sagra, fiume alle porte di Locri Epizefiri; e con il Cecino (Καικῖνος), che era il confine tra Locri e Reggio. Qualcuno lesse “Caecinus” un manoscritto di Plinio che riferiva “Carcinus”, donde tutti gli equivoci. Invece “[praedium] Satrianum” è un buon toponimo latino, e significa proprietà di un “Satrius”; ci sono anche Satriano di Lucania e Ascoli Satriano. Fu importante fortezza, tanto che rimane il dialettale “a Picocca” (bicocca); e feudo dei Ravaschieri fino al 1806, e nominale di Carlo Filangieri, tutti con l’esagerato titolo di principe, oggi estinto.

 Sed haec olim fuere, ovvero, sono cose di una volta. Oggi è in atto una effettuale conurbazione con Soverato, che basterebbe poco a rendere effettiva.

 Ne deriverebbe un Comune di quasi 30 kmq (vi ricordo che la gloriosissima Perla dello Ionio ne ha microscopici 7,5!!!), con, stando alle cifre ufficiali, un 14.000 abitanti. Sempre poco, ma meglio che niente.

 Certo, se aggiungessimo Davoli, Gagliato e Petrizzi… ma un passo alla volta. Per ora, pensate a dove lo hanno fatto davvero: Casali del Mango, da cinque Comuni uno solo; e quella che è divenuta la terza città della Calabria: Corigliano – Rossano, con 80.000 anime e 360 kmq. E noi qui andiamo avanti con i borghi quasi vuoti; e speriamo di essere presi sul serio!

 Come si fa, la conurbazione? Presto detto:

  • Oggi è 11 novembre, S. Martino. Si indice per mercoledì al massimo un incontro tra il sindaco di Soverato e il commissario di Satriano, e si firma un atto ufficiale.
  • Si indice, giovedì 14, un referendum da tenersi entro il 20 dicembre.
  • Se l’esito è positivo – e voglio vedere!!! – in primavera si vota per un solo sindaco.

 Ah, si mettono a tacere i benaltristi, cioè tutti quelli che si daranno da fare a cercare difficoltà, cavilli e peli nell’uovo; a cominciare dal nome. Vi va bene, Ancinale?

 E le proteste? Il primo giorno, tutti in piazza con i forconi; il secondo, in piazza senza forconi; il terzo, quattro gatti… e fra un anno tutti a gridare “L’ho sempre detto io”; e nessuno a ricordarsi dell’unico che l’ha detto davvero.

 Ci sarebbe un passaggio intermedio: che qualcuno, uno dei milioni di intellettuali di Soverato e Satriano, prenda carta e penna, o computer, per esprimere un parere.

 Marameo!!! Scommettete che non dirà niente nessuno?

Ulderico Nisticò