Risorgimentalmente ed ecclesiasticamente corretta…

…è la stampa di oggi, tv inclusa, a proposito del Ponte di Ferro, più esattamente Ponte dell’Industria, di Roma, andato a fuoco per uno dei tanti casi di degrado della capitale, dove, per dirla con Tacito, “confluisce tutto ciò che di peggio c’è nell’Impero”; tranne l’Impero, che non c’è.

Un solo giornale di stamane osava dire “progettato dai papi”. Vero che la storia non la sa nessuno, e tanto meno le date, ma se il progetto è del 1859 e la realizzazione del 1863, a farlo non sono stati dei generici papi – Innocenzo III, Giulio II? – ma un papa preciso, il quale era anche re.

Giovanni Maria Mastai Ferretti, nato a Senigallia nel 1792, venne eletto nel 1846, assumendo il nome di Pio IX. Oggi è beato.

Il suo papato, che rimane ancora il più lungo della storia, si presta a molte interpretazioni. Appena insediato, concesse l’amnistia anche ai reati politici; pronunziò la famosa allocuzione ”gran Dio, benedite l’Italia”; concesse una costituzione; nel 1848 inviò, informalmente, truppe a sostegno di Carlo Alberto. Sembrò il papa del Gioberti, a capo di una confederazione italiana.

Ma questa, mai nata, era già precipitata con la sconfitta di Custoza e il ritiro delle truppe napoletane. A Roma, i mazziniani assassinarono il ministro del papa, Pellegrino Rossi, e proclamarono una caotica repubblica. Pio IX passò a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II; e invocò le Potenze cattoliche. A parte quelli quasi nominali di Spagna, Austria e Due Sicilie, l’intervento effettivo fu quello del nuovo presidente francese, di fatto dittatore, Luigi Bonaparte, che sarà dal 1852 l’imperatore Napoleone III.

Da allora Roma resterà presidiata da truppe francesi. Il resto dello Stato Pontificio – Ferrara, Bologna, Marche, Umbria – tra il 1859 e il ’60 venne annesso al Regno di Sardegna, dal 17 marzo 1861, d’Italia.

Dopo aver preso Napoli, Garibaldi intendeva puntare contro Roma. Per impedirlo, ed evitare una crisi europea, Napoleone III suggerì a Cavour di inviare lo stesso Vittorio Emanuele II, che fermò Garibaldi. Da allora ebbe vita uno Stato, esteso a parte dell’attuale Lazio, di cui Pio IX fu anche re.

Nel 1864, Italia e Francia stipularono la Convenzione di settembre: l’Italia rinunciava ad azioni di forza contro Roma, e trasferiva, provvisoriamente, la capitale da Torino a Firenze; e la Francia ritirava le truppe. Nel 1867, Garibaldi invase il Lazio, ma venne sconfitto a Mentana dall’esercito pontificio. Tornarono i Francesi.

Nel 1870, Napoleone III, già in crisi, venne alle corte con la Prussia; venne sconfitto e fatto prigioniero a Sedan. Ritenendosi libera da impegni, l’Italia attaccò Roma. Pio IX ordinò di resistere con le armi, o l’Europa avrebbe creduto a una sua volontaria resa e cessione dello Stato. Ricordiamo la presenza nei fatti del “nostro” Carlo Amirante; che di nostro non ha un bel nulla, se non la più lunga via di Soverato indebitamente intestata per mera casuale nascita, se non a Cardinale, dove sarebbe ugualmente un caso.

Pio IX si dichiarò “prigioniero” dello Stato italiano; morrà nel 1878. La Questione romana, ricorrente nella politica e nella letteratura (“aprite il Vaticano: io prendo a braccio quel di se stesso antico prigionier… ”, Carducci; e la dignità di questa pagina mi vieta di riportare quanto di Pio IX diceva Garibaldi) verrà risolta dai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, firmatari B. Mussolini per Vittorio Emanuele III, e P. Gasparri per un altro Pio, l’XI. Con atto giuridicamente folle, i Patti costituiscono l’art. 7 dei Principi costituzionali fondamentali del 1948: del 1848, non del 1929! Leggete la costituzione, ogni tanto, oltre a riempirvene la bocca ogni due minuti.

Questi furono i fatti, Ponte papale incluso. Che piacciano o non piacciano ai risorgimentalisti e ai postconciliari, pazienza: ognuno è libero di pensarla come vuole nel 2021; nessuno di pasticciare i fatti dal 1846 al 1929 e reinventarsi la storia che fu come vi ho raccontato, e che andò esattamente così.

Ulderico Nisticò