Rispondo all’Opera Salesiana di Soverato sulla “Movida soveratese”

Cara Opera Salesiana di Soverato,
sei stata MAGNIFICA! La tua lettera indirizzata  al Consiglio Comunale di Soverato non ha precedenti e autorevolmente stigmatizza comportamenti e situazioni.
Gesto forte di cui ti sono molto grata! Gesto coraggioso, perché sappiamo quanto invece sia facile fingere di non vedere o, peggio, ammiccare o, ancora, essere complici.

Tutti conosciamo i gravi problemi dell’alcolismo, tutti sappiamo come l’omologazione alle mode, al gruppo, alla trasgressione, siano sirene infallibili, tutti avremmo il preciso dovere di mettere un argine… e invece… localacci, feste e fracasso, ubriacature e urla, in onore sempre al dio denaro.

I cittadini siamo allarmati da tanto tempo, ma non abbiamo avuto né voce, né coraggio, aggrediti quando ci siamo espressi da orde di barbari, “siete vecchi”, “siete morti”, “andatevene in un ospizio”, “lasciateci divertire”, con tanti che prestavano loro sorrisi di complicità e sotterraneo accordo, per interesse? Per tornaconto economico? Per altro? Io non lo posso sapere.

Però, cara Opera Salesiana di Soverato, oggi arrivi Tu! E con poche parole spazzi via l’opacità e annulli una tua manifestazione perché il luogo concesso dal Comune è il medesimo concesso qualche giorno dopo a “La festa della birra”!

E così scrivi:

“Conosciamo perfettamente la situazione della “movida soveratese, che proprio in questi giorni ha registrato l’ennesimo tragico episodio, che vede coinvolto un ragazzo di 16 anni, giunto in ospedale in coma etilico.
Mancano i controlli, si tollera chi infrange il divieto di somministrare alcolici ai minorenni e, pare che la priorità sia quella di far aumentare gli introiti di esercenti che, a scapito dei più deboli, vìolano ogni principio di legalità. Viviamo una situazione allarmante e, ognuno deve farsi carico delle proprie responsabilità nei confronti di questi ragazzi”.

“Per tutti questi motivi, riteniamo, inopportuna la scelta dell’Amministrazione di proporre la “Festa della birra”, soprattutto in questo momento storico, segnato dalla pandemia, che ha amplificato il senso di smarrimento nei più giovani, con conseguente aumento del consumo di alcol”.

“Il problema è complesso e, non si può rispondere con soluzioni semplici, magari ricorrendo a una giusta, ma non sufficiente ordinanza sindacale, che disponga il divieto di vendita di bevande contenute in bottiglie e bicchieri di vetro!”

Parole come pietre! Forti e chiare. Siete stati magnifici, era tempo che qualcuno levasse la propria autorevole voce, stigmatizzando comportamenti e complicità che hanno portato alla situazione odierna. Spero che riflettano TUTTI, Amministrazione, commercianti e cittadini.

Spero che la Tua lettera abbia enorme diffusione. L’opinione pubblica forse si sentirà sostenuta e incoraggiata alla diffusione di princìpi di responsabilità e collettività che sente fortemente ma di cui si è dovuta vergognare!

Ti sono enormemente grata, cara Opera Salesiana di Soverato. Ti sosterrò con tutte le mie forze.
Lucia Talarico

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