Russia e Norvegia


Isole Svalbard

Ebbene, sì, ogni tanto capita anche a me una sorpresa. S’intende che il, come campione planetario di nozionismo, sapevo anche due ore fa dell’esistenza al mondo – diciamo, ai confini del mondo – delle Isole Svalbard, e anche della loro diciamo così storia; la sorpresa è aver sentito che oggi le sperdutissime lande stanno acquistando improvvisa attualità: come se l’Artico avesse pochi guai, in questo 2026 ghiacciato pure a Soverato, e figuratevi lassù, in isole che sono norvegesi, però, o occhio, più vicine al Polo Nord che a Oslo.

Lezioncina di storia. Dopo quattro secoli di unione tra Danimarca e Norvegia, questa nel 1814 venne conquistata da J. B. Bernadotte, generale francese (e principe sovrano di Pontecorvo in Italia, ma ve lo racconto un’altra volta) nominato erede al trono di Svezia, e dal 1818 re. Precisazione utilissima, di questi tempi: il Congresso di Vienna riconobbe la conquista, però lasciò alla Danimarca le isole norvegesi di Far Oer, Islanda e, cucù sèttete, Groenlandia. L’unione personale fra trono di Svezia e trono di Norvegia cessò nel 1905; e Oslo chiamò a regnare un principe danese.

Le isole Svalbard erano state raggiunte da navigatori di varie nazioni; la loro situazione politica restò indefinita, finché nel 1920 la Norvegia non le occupò, e ne ebbe il riconoscimento. Non paga, nel 1930 la Norvegia inviò una spedizione alla riconquista della Groenlandia; poi si misero d’accordo i re, tra cugini.

Fine della trasmissione? Ma no, perché la Russia, e in quanto erede dell’Unione Sovietica malanima, e in quanto erede della Russia zarista (non tanto meglio!), ha dichiarato di rivendicare le gelide isole Svalbard.

Come si dice, chi vivrà vedrà. Stavolta, con rischi di guerra mondiale, è proprio il caso di dirlo alla lettera.

Ulderico Nisticò