Salasso di Natale: Rincari record sui Treni, il Sud più lontano


Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, per migliaia di lavoratori e studenti fuorisede la gioia del ritorno a casa si scontra con una realtà amara: il caro-biglietti dei treni. Le tariffe per le lunghe percorrenze, in particolare quelle dirette dal Nord verso il Sud Italia e la Calabria, hanno toccato picchi senza precedenti, trasformando il viaggio di ricongiungimento in un vero e proprio salasso economico.

​Il Prezzo del Ritorno a Casa
​Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra, denunciando aumenti che in alcuni casi sfiorano il 900% rispetto ai prezzi medi annuali, e in generale superano di gran lunga i rincari già notevoli degli anni passati.

Tratte critiche: La rotta Milano-Reggio Calabria si conferma una delle più colpite. Per la giornata di punta, come il venerdì precedente il Natale, un biglietto con le compagnie di Alta Velocità può raggiungere e superare i 345 euro, con tempi di percorrenza che spesso superano le nove ore e prevedono cambi.

Destinazioni Meridionali: Aumenti significativi si registrano anche sulle direttrici verso la Puglia (es. Milano-Lecce) e altre destinazioni del Sud, dove i prezzi si allineano a quelli di un volo aereo per destinazioni continentali.

​”È inaccettabile che il diritto al ricongiungimento familiare per le feste si trasformi in un lusso. I prezzi, dettati da un algoritmo basato sull’alta domanda, rendono il treno più caro di un volo, penalizzando soprattutto chi non ha potuto prenotare con mesi di anticipo,” dichiara un rappresentante di un’associazione dei consumatori.

Domanda in aumento e Proteste inascoltate
​Il fenomeno si ripete ogni anno, ma sembra aggravarsi con la ripresa della mobilità post-Covid, che ha riportato la domanda di viaggi su ferrovia ai livelli del 2019, e in alcuni casi li ha superati. Il meccanismo di tariffazione dinamica delle compagnie, se da un lato massimizza i ricavi, dall’altro crea una forte disparità, costringendo chi deve viaggiare in date fisse a prezzi esorbitanti.

Le proteste, avanzate da studenti, lavoratori fuori sede e sigle consumeristiche, chiedono un intervento urgente da parte di Antitrust e del Garante dei Prezzi (Mr. Prezzi), per verificare la trasparenza degli algoritmi e, se del caso, applicare sanzioni in presenza di aumenti giudicati eccessivi e speculativi.

​Le possibili soluzioni: Intervento regionale?
​Mentre le compagnie ferroviarie ribadiscono che i prezzi sono regolati dalla domanda di mercato, c’è chi guarda ad altre soluzioni. Alcuni politici locali, in particolare dalla Calabria, hanno rilanciato l’idea di misure straordinarie sul modello di quelle adottate dalla Regione Sicilia, che ha messo in campo azioni per calmierare il “caro-voli” durante le feste.

Si auspica l’introduzione di agevolazioni o tariffe sociali per i fuorisede, come già richiesto in passato, per garantire un prezzo equo a chi è costretto a percorrere lunghe distanze per tornare a trascorrere il Natale in famiglia. Per ora, tuttavia, la situazione resta critica e per molti il conto per il viaggio di Natale si preannuncia salatissimo.