Salvaguardare la postazione 118 a Girifalco, l’Asp ci ripensi

 La richiesta del vice presidente della Provincia di Catanzaro, Antonio Montuoro 

“In un momento storico che ha posto in evidenza – con la crisi pandemica ancora – la fragilità della rete territoriale sanitaria, conseguenza di esagerati tagli alla spesa sanitaria, operati nei decenni passati, è assurda la ulteriore soppressione di un servizio essenziale ed insostituibile per la vita delle persone, quale è la postazione del 118 di Girifalco decisa dall’Asp di Catanzaro”. E’ quanto afferma il vice presidente della Provincia di Catanzaro, Antonio Montuoro. 

“Sono più che condivisibili l’allarme e le preoccupazioni manifestate, in questi giorni, dai sindaci di quel comprensorio, dai comitati spontanei di cittadini, da rappresentanti politici di tutti gli schieramenti e da ex amministratori provinciali – afferma ancora Montuoro -. La gravità della decisione è ancor più marcata se riferita ad un comprensorio definito dalla stessa Azienda “ad alta densità di popolazione” – comprendente i comuni di Borgia, Caraffa, Girifalco, Amaroni, Cortale, Vallefiorita, Palermiti, Squillace, tutti raggiungibili dalla postazione in pochi minuti – che, invece, meriterebbe un potenziamento dei servizi sanitari di base e non una soppressione. L’intervento di una autoambulanza medicalizzata è, quasi sempre, insostituibile per salvare una vita umana in condizioni di criticità e altre unità mobili (es. l’automobile col medico a bordo) potrebbero, al più, fornire supporto a tale unità di emergenza ma mai sostituirla”.

“La tutela della salute, della vita, ha una valenza costituzionale ed etica incommensurabile e non può e non deve essere alterata da spiccioli calcoli economici. Bene hanno fatto i comitati locali di cittadini ad evidenziare che altri tagli potrebbero essere effettuati sulle spese sopportate dall’Azienda (fitti, arredi etc.), tagli che certamente non inciderebbero sull’essenziale valore della salute. Per tali considerazioni – conclude Montuoro – l’invito da parte nostra alla immediata revoca delle determinazioni assunte dall’Asp di Catanzaro, con l’auspicio, altresì, che detto territorio – baricentrico e strategico per l’intera provincia, posto a metà tra il versante ionico e quello tirrenico, nel punto più stretto dello stivale e, proprio per la sua posizione geografica, già ai tempi del giunta regionale Chiaravalloti individuato prima quale sede dell’Istituto Oncologico Regionale e poi del Centro di Scienze Motorie e oggi quale sede della REMS Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – sia nuovamente posto al centro delle iniziative di riorganizzazione della rete sanitaria di prossimità”.