Piazza Marconi torna a essere luogo d’incontro tra musica, letteratura, arti sceniche e tradizione. La prima serata del 16 agosto sarà dedicata anche a una riflessione pubblica sul percorso culturale costruito dal festival in un decennio.
Dieci anni non rappresentano soltanto una ricorrenza da celebrare. Per un’esperienza culturale nata in un piccolo centro calabrese significano soprattutto continuità, capacità di costruire relazioni e volontà di trasformare la cultura in uno spazio condiviso. È in questa prospettiva che “Sonati Vicinu!” torna a San Vito sullo Ionio dal 16 al 18 agosto 2026, proponendo in Piazza Marconi tre giornate nelle quali musica, teatro, letteratura e tradizioni popolari diventano linguaggi diversi di uno stesso racconto comunitario.
Il decennale offre così l’occasione per andare oltre la dimensione dell’intrattenimento estivo e interrogarsi sul significato assunto nel tempo da una manifestazione che ha cercato di mettere in relazione artisti, associazioni, luoghi e pubblico. Non una semplice successione di spettacoli, dunque, ma un’esperienza cresciuta attraverso una rete territoriale che, anche con gli appuntamenti di “Sonati Vicinu! OFF”, ha coinvolto realtà associative e culturali dell’area ionica.
Particolarmente significativa sarà la giornata inaugurale di domenica 16 agosto, che concentra già nella sua struttura il carattere culturale dell’intera iniziativa. Alle 19, il festival si aprirà con il talk “10 anni di Sonati Vicinu! Equilibrio, costanza, passione”: un momento pensato per rileggere pubblicamente il cammino compiuto, con il team di Sonati Vicinu! in dialogo con il giornalista Francesco Pungitore e la scrittrice Natalia Ceravolo.
Il confronto sul decennale assume un valore che supera la dimensione celebrativa. “Equilibrio, costanza, passione” sono infatti parole che rimandano alla difficoltà, ma anche alla necessità, di dare continuità alla produzione culturale nei territori periferici: luoghi nei quali un festival può diventare occasione di partecipazione, recupero della memoria e costruzione di nuove forme di socialità.
Sempre il 16 agosto, alle 22, Piazza Marconi accoglierà il teatro con “Anteo, o ti pieghi o ti spezzi”, di e con Francesco Gallelli, con Andrea Comito. La scelta di affiancare, nella stessa giornata, riflessione e linguaggio scenico restituisce bene l’identità di una manifestazione che nel corso degli anni ha cercato di tenere insieme forme espressive differenti, facendo della piazza non soltanto uno spazio fisico, ma un luogo culturale nel senso più autentico del termine.
Il programma proseguirà lunedì 17 agosto con la letteratura e la musica: alle 19 Natalia Ceravolo presenterà il volume La lunga luce d’ombra, dialogando con Jessica D’Amato, mentre alle 22 sarà protagonista il maestro Francesco Loccisano con il concerto Onde d’urto.
La conclusione, martedì 18 agosto, riporterà invece al centro la dimensione della tradizione orale e musicale calabrese. Dalle 19 è previsto il raduno dei suonatori tradizionali provenienti da diverse aree della regione, insieme alla “Festa a ballu” con i Giganti di San Vito: non una riproposizione folkloristica fine a se stessa, ma il recupero di pratiche musicali e rituali che continuano a custodire una parte importante della memoria collettiva dei territori.
Durante le tre giornate sarà inoltre presente uno spazio dedicato ai libri, curato da Eleonora Fossella e Mariagrazia Posca della libreria Non ci resta che leggere di Soverato, mentre un’esposizione raccoglierà i manifesti delle dieci edizioni di “Sonati Vicinu!”, disegnati da Francesco Totino: una piccola storia per immagini che consentirà di attraversare visivamente l’evoluzione del festival.
A dieci anni dalla prima edizione, “Sonati Vicinu!” prova così a riaffermare una convinzione: anche nei piccoli centri la cultura può produrre continuità, generare comunità e mettere in comunicazione linguaggi contemporanei e patrimoni tradizionali. E proprio l’apertura del 16 agosto, tra il racconto di un decennio e il teatro, appare come la sintesi più efficace di questo percorso.