Sanità calabrese e caduti dal pero

 Ogni volta che la tv nazionale spubblica la Calabria in genere, e la sanità in specie, centinaia di migliaia di Calabresi cadono coralmente dal pero, come se non sapessero niente, e fino a Report del 30 fossero vissuti sul pianeta Plutone. I caduti dal pero, s’indignano pure; e qualche pollo lettore di Pino Aprile se la piglia con Vittorio Emanuele II, personaggio di cui, fino alla buffa lettura, ignoravano l’esistenza.

 E invece, ricordo a me stesso che la sanità è stata in mano alla Regione; e la Regione è stata in mano ai seguenti signori: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Su chi sia stato il peggiore, è in atto una dotta disputa: fate voi.

 Tutti costoro furono, e, se in vita, sono nati in Calabria, e non furono barbari invasori. Tutti furono eletti in Calabria e dalla Calabria; e democraticamente, e mica come sotto Napoleone III, che prima mandava le urne già votate, e poi indiceva le elezioni.

 Io, per esempio… e già, ognuno parla per sé. Nel 1970, non avevo 21 anni, età legale del tempo; nel 1975 e seguenti, ho votato MSI, certo di eleggere solo l’opposizione; quando Fini e i suoi tirapiedi fecero Alleanza Nazionale, io evitai sì al volo tale ributtante adesione, ovvio, però ho votato per qualche piccola lista postmissina, e perciò ho contribuito, sia pure con un distratto e indiretto voticino, ad eleggere P. Nisticò, P. Chiaravalloti, P. Scopelliti: dovevano tagliarmi i polpastrelli! Nel 2005, colto da follia, mi sono persino candidato, non iscritto, con Forza Italia, dove sono rimasto giusto il tempo di accorgermi che, al confronto della scassatissima FI, l’Armata Brancaleone era l’esercito tedesco dei suoi tempi migliori!

 Ora, se sono colpevole io, figuratevi l’altro 99,9% dei Calabresi, soprattutto quelli che hanno votato sapendo bene per chi e per quale più o meno losco scopo.

 Tra i loschi scopi, le carriere nella sanità. E abbiamo visto diventare primari dei tali cui non avrei affidato manco il compito di spazzare l’androne! Così la politica corruppe la sanità.

 Vero, ma intanto la sanità corrompeva la politica; e se non c’era un reparto per nominare primario l’amico, lo s’inventava; e s’inventavano sette ospedali nella Piana; e, qui da noi, Soverato Chiaravalle Serra Soriano eccetera.

 Ancora peggio, le carriere amministrative. Bastava essere assunti guardarobieri in prova, e in un lampo Tizio si trovava megadirettore galattico superpagato. Troppo pagato per tenersi tutti i soldi per sé… e vi lascio fantasticare.

 In tutto questo, malati e medicine divenivano un particolare di poco rilievo; anzi, se c’era un medico bravo, lo emarginavano per non far vedere quanto era ciuco il fasullo primario. Tanto, i malati veri se ne vanno a Milano. Lì trovano medici calabresi, ma con mezzi e metodi del 2020, non “posti letto” del XIX secolo.

 Il tutto, a costi altissimi; e il 70%, c‘è chi dice di più, del bilancio regionale va in sanità. I commissari, l’ultimo incluso, arrivano con scarsi poteri, e con ancora più scarsa voglia di esercitare anche i pochi.

 Siccome tutti, cari lettori e non, sapete benissimo queste cose, e le sapete con nomi e cognomi, perché precipitate dal pero, anzi dal rosmarino sulle ortiche?

Ulderico Nisticò