Sanità: evviva il commissario Occhiuto; e altri commissariamenti

 Sentiamo notizie che rallegrano l’anima: il governo manda soldi per la sanità calabrese. Sono più di 800.000.000, una cifra immane. Per i particolari, mai leggete i giornali d’informazione; io faccio commenti.

 E commento che verranno spesi questi tantissimi denari a vantaggio della nostra disastratissima sanità, il che mi pare una notiziona, e veramente rara, nella grigia cronaca della Regione Calabria dal 1970 a quasi oggi.

 La prima considerazione è che Roberto Occhiuto è uno che conta qualcosa a Roma, e che sa farsi valere, a differenza dei suoi predecessori, quasi tutti dei perfettissimi sconosciuti a sud dello Stretto e a nord del Pollino. Bene.

 La seconda, e forse più importante, è che Occhiuto è un commissario che fa il commissario, a differenza dei precedenti, i quali furono solo burocrati e passacarte che aggiungevano impicci a impicci e trappole e lacciuoli a lacciuoli e trappole; insomma, stipendi sprecati.

 Che vuol dire, fare il commissario? Vuol dire comandare e decidere, e assumersi le dovute responsabilità senza balbettii ed esitazioni. E comandare vuol dire comandare bene.

 Far funzionare la sanità in Calabria è un bene in sé; ma significa anche risparmiare soldi per corretta gestione, quindi investirli in servizi invece di primariati fasulli eccetera; e ostacolare, e prima o poi impedire quella piaga della Calabria che è l’emigrazione sanitaria a spese della Regione, ma anche, le persone e le famiglie, a spese proprie.

 Bene, Roberto Occhiuto che fa il commissario con i baffi… o, come ripeto, basta dire che fa il commissario.

 Ora, faccia lo stesso con un settore che magari non suscitò mai lo stesso scalpore della sanità, però sarebbe importante: e dico la cultura, e con essa il turismo culturale. Come dal 1970 la sanità, così cultura e turismo culturale in Calabria sono stati abbandonati al nulla, con qualche rara retorica decorativa.

 Assessori con gli stessi baffi di cui sopra, avrebbero fatto sfracelli con i Bronzi, disponendo di tre milioni di euro; avrebbero davvero valorizzato la gloriosa e contraddittoria storia della Magna Grecia (di cui tutti si riempiono la bocca e quasi nessuno sa nulla!!!), e attirato turisti a battaglioni affiancati… e lo stesso con Dante e Gioacchino (2021), s. Francesco di Paola (2077, 2016, 2019), eccetera: e invece, quasi nulla.

 Insomma, presidente Occhiuto, serve, come nella sanità, un commissariamento della cultura calabrese. Cultura, dico, non piagnistei retribuiti e in dialetto con i sottotitoli.

Ulderico Nisticò