Sanità in Calabria, la necessità di un cambiamento di rotta

Ospedale-Generica1Con il prolungarsi e l’ aggravarsi della crisi della sanità calabrese, oggi i dati statistici ci collocano ultimi tra le regioni del paese, diviene insistente il bisogno di capire dove stiamo andando e chi ci costringe a subire una politica di emarginazione e di fallimento. Molti si chiedono perché siamo giunti a un progressivo degrado, quando potremo uscirne , e come, con quali strategie, con quali strumenti ,con quali comportamenti. Non esistono risposte difficili ad interrogativi semplici ; e se per il passato non è difficile disporre di una sintesi completa e convincente che consenta di comprendere i vari processi che hanno determinato la crisi della sanità, molto più facile si pone il compito di chi – in presenza di forti incertezze e di scenari contrapposti – intende oggi non più esplorarne il passato ma denunciare e combattere le intrusioni di chi pretende, pur non avendone le qualità, insegnarci la strada della ripresa.
Occorre che i calabresi, ma soprattutto quello che rimane della Sinistra di un partito nazionale e di governicchio – sappiano aprire un contenzioso “ rivoluzionario” con chi , inviando i suoi peggiori miss-dominici tal Gelli , nomen omen, — vorrebbero imporre ancora “ un lungo commissariamento” perché “ in Calabria non può essere interrotto”. Vero è che, fin quando certe nomine dovranno garantire il “cazzaro “ di turno , questa nostra sfortunata terra non potrà mai “ garantire livelli essenziali d’assistenza “ se non quelli che interessano ad un partito e governicchio autoritario e despota.
Non ha alcun significato se il debito della sanità e la spesa farmaceutica diminuisce ( ……. vorremmo che ci fossero forniti i dati reali ) se poi l’assistenza sanitaria ci ha posto all’ultimo posto non per carenze medico-sanitarie ma per assoluta incapacità di “ cultura e professionalità sanitaria” di chi è stato imposto ai calabresi e sul quale veramente questo governicchio dovrebbe “ stare con il fiato sul collo” e non sulla Regione che di obiezioni, oggi ,sulla conduzione di questo settore, ne solleva giorno dopo giorno.
Qui sta il più grave malinteso che inquina il dibattito politico sulla sanità. C’è un chiara tendenza ,da parte di questo Pdr e di questo governo , ad addebitare alla regione le responsabilità di mancati accordi con un commissariamento palesemente incapace , è la volontà di esasperare gli animi dei calabresi per asservirli ad un potere revanfascista , per indebolire ogni possibile ripresa !
La regione deve sapersi contrapporre nel perseguire una dura lotta in vista di una possibile ripresa : solo da Lei dipenderà.
Cambiare rotta è difficile ma non impossibile se prevarrà il senso di responsabilità , rifiutando di scendere di compromesso in compromesso perché prevarrebbero, così, i rinvii, si accantonerebbero le soluzioni più utili e necessari e maggiori sarebbero i rischi di lacerazione del tessuto sanitario e sociale .

Sergio Scarpino

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