Il Presidente Occhiuto firma il piano 2025-2027. Arriva il Cup unico regionale e il giro di vite sulle prescrizioni: l’obiettivo è abbattere drasticamente i tempi d’attesa.
Una vera e propria corsa contro il tempo per restituire ai cittadini il diritto alla cura. È questo il senso del nuovo Programma Regionale per il recupero delle liste d’attesa 2025-2027, approvato dal Presidente Roberto Occhiuto.
Il piano non è solo un documento burocratico, ma una strategia operativa ambiziosa che punta a scardinare i ritardi cronici del sistema sanitario locale attraverso tre pilastri: estensione degli orari, digitalizzazione e rigore amministrativo.
Le novità: orari lunghi e tempi certi
La novità più immediata per l’utenza riguarda la disponibilità dei servizi. Per smaltire l’arretrato, gli ambulatori rimarranno aperti fino alle ore 20, permettendo un maggior numero di slot giornalieri per esami e visite specialistiche.
Ma il vero “cuore” della riforma riguarda la gestione delle urgenze. Il piano stabilisce obiettivi chiari per le classi di priorità:
Urgenze (Classe U): Prestazioni garantite entro 72 ore.
Breve termine (Classe B): Visite entro 10 giorni.
Differibili e Programmate: Tempi certi che le Asp (Aziende Sanitarie Provinciali) saranno obbligate a rispettare per legge.
Cup Unico e stop alle agende chiuse
Per evitare che il cittadino si perda nel labirinto delle diverse strutture, la Regione lancia il Cup (Centro Unico di Prenotazione) regionale. Un sistema centralizzato che permetterà di visionare in tempo reale tutte le disponibilità sul territorio, integrando anche le strutture private accreditate.
Il piano dichiara guerra alla pratica illegale delle “agende chiuse”: le aziende sanitarie non potranno più sospendere le prenotazioni. Se una struttura pubblica non ha posto, scatterà l’obbligo per l’Asp di garantire la prestazione ricorrendo al privato convenzionato o alla libera professione intramoenia, senza costi aggiuntivi per l’utente oltre al ticket.
Più controlli sulle ricette
Il piano 2025-2027 introduce anche un monitoraggio stretto sull’appropriatezza prescrittiva.
L’obiettivo è duplice:
Verificare le ricette: Evitare che esami non necessari intasino il sistema.
Responsabilizzazione dei medici: Maggiore dialogo con i medici di base per assicurare che la classe di priorità assegnata corrisponda all’effettivo bisogno clinico del paziente.
Il punto di svolta: Se le Asp non raggiungeranno gli obiettivi di riduzione dei tempi prefissati dal piano, sono previste sanzioni e interventi sostitutivi da parte della Regione. La sanità non può più aspettare.