Sanremo e la politica; lezioncina a Conti


 Metto subito le mani avanti. Anni fa, qualche patetico buonista e politicamente corretto tentò di spacciare “Vola colomba” per un teso ornitologico ecologistico; e invece la canzone di Nilla Pizzi, vincitrice del 1952, incitava l’Italia al recupero di Trieste, che, per il Trattato di resa del 1947, era un Territorio libero, in realtà la Zona B occupata dalla Iugoslavia e la città occupata da Gran Bretagna. Chi va allo stadio a vedere la partita, sappia che Francesco Paglia, cui è dedicata la via, venne assassinato dalla polizia inglese. Trieste nel 1954 tornerà alla Patria.

È chiaro che Sanremo può essere anche uno specchio della realtà, e quindi della politica? Certo, uno specchio… ma lo specchio è sempre deformante, non fosse altro che per il fatto che di noi mostra l’opposto. Quindi, ognuno ci vede quello che vuole. Così una specie di storia della società italiana, sempre fu Sanremo. Chi riuscirebbe a spiegare a un trentenne di oggi che “Nessuno mi può giudicare” apparve nel 1966 eversiva e rivoluzionaria? Eccetera.

Invitare, nel 2026, una donna di 105 anni, quindi votante nel 1946, è una buona idea. Abbiamo anche noi a Soverato una persona di quasi quell’età: ve ne parlo a suo tempo.

Il problema è che il conduttore Conti (o chi per lui?) si spaccia per storico, e dice e fa dire inesattezze. Correggiamolo.

1. Ancora prima del referendum monarchia/repubblica del 2 giugno 1946, le donne avevano votato per alcune tornate amministrative comunali.

2. Il loro diritto di voto era stato riconosciuto per decreto del luogotenente del Regno, Umberto di Savoia (Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945), dal 9 maggio Umberto II re d’Italia. Poi qualcuno dice che sapere le date è “nozionismo”!

3. Il referendum monarchia/repubblica non metteva in discussione la “libertà” o la tirannide, ma solo monarchia/repubblica, cioè se il capo dello Stato dovesse essere elettivo, oppure ereditario… come tuttora è in Belgio, Danimarca, G. Bretagna, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia; sui generis sono Andorra e Vaticano. Dico Stati europei, non isole dei cannibali.

4. Ragazzi, ma a scuola non vi hanno spiegato i concetti di monarchia assoluta e monarchia costituzionale? Temo!

5. Nessuno si è mai sognato di dire che le donne votarono repubblica o monarchia in quanto donne, ma ognuna votò come le pareva, o monarchia o repubblica. Si disse, e forse non a caso, che la regina Maria Josè avrebbe sì votato monarchia, però, per la costituente, votò per i socialdemocratici. Si dice…

6. Al netto di ogni dubbio (torneremo presto sulla questione) e del fatto che non votarono a Bolzano e in Venezia Giulia, e moltissimi prigionieri di guerra, questi sono i numeri ufficiali: repubblica 12.718.641; monarchia 10.718.502. La differenza ufficiale non è mica tanto schiacciante.

7. Il Meridione votò in massa monarchia. Anche in questo caso, i numeri sono numeri. Partiti e movimenti monarchici vissero almeno fino agli anni 1970, con qualche prolungamento tuttora. Potrei raccontarvi casi curiosi…

8. Non sta scritto da nessuna parte se a votare repubblica o monarchia siano stati uomini, donne, vecchi, giovani, poveri, nobili, plebei, ricchi, sani, malati… eccetera. Le donne, ripeto, votarono, ma ognuna, singolarmente, come parve a lei; come tutti i votanti.

9. Anche il rapporto tra ideologie e referendum è da discutere. Per esempio, i fascisti votarono, almeno i più, repubblica, però per motivi radicalmente opposti a quelli degli altri repubblicani.

Alla prossima.

Ulderico Nisticò