Santa Caterina Jonio – A 83 anni corona il sogno di diventare scrittore

dolce fioravante - orizzontaleDolce Fioravante, all’età di 83 anni, corona il sogno di una vita, quello di diventare scrittore, grazie alla sensibilità dell’editore Ursini.
Dopo aver pubblicato il romanzo “La principessa Occhiblu”, pubblica ora, per i tipi delle edizioni Ursini, un altro bel libro di narrativa, “I due cugini fiorentini”, con pre-fazione di Maria Pia Furina.
“Da bambino volevo studiare, – spiega Fioravante – ma le vicende belliche, prima, e gli ostacoli della vita, poi, me lo hanno impedito. Negli ultimi decenni ho, comunque, scritto tanto, prendendo spunto da fatti realmente accaduti che mi sono stati raccontati dagli amici o dai clienti dell’albergo romano in cui ho sempre lavorato”.
Fioravante ha scritto davvero molto: romanzi, poesie, ma anche testi di canzoni. Per questa sua passione è stato spesso ospite delle più note trasmissioni televisive della Rai. Fabrizio Frizzi, Michele Cucuzza, Antonella Clerici, Pippo Baudo, Mara Venier, Michele Guardì, Giancarlo Magalli, sono solo alcuni dei più noti conduttori che lo hanno accolto con grande simpatia e attenzione. La sua, infatti, è stata una partecipa-zione a tutto campo, da grande “star”, cosa che però non lo ha mai distolto dagli af-fetti più cari e dai suoi amici di Santa Caterina, paese che gli ha dato i natali, dove è tornato sette anni or sono dopo che la moglie Linda è stata colpita da ictus. Compo-nente di giuria di Miss Italia, ha superato se stesso con esibizioni di danza strabilianti. Un vero galantuomo nel lavoro e nella vita.
“Le pagine di questo suo nuovo romanzo – commenta Maria Pia Furina, giovane den-tista-scrittrice di riconosciuto talento – accolgono il lettore in modo viscerale e vivido, seguendo la vita dei due protagonisti, impiegati in una società di Firenze, Luca e Car-lo, che decidono di fare un viaggio verso la terra argentina, portando con loro tanti sogni e voglia di vivere. Attorno ai due protagonisti, gravitano altri personaggi, come Linda, ragazza allegra e dolce, Stefania, avvocatessa spiritosa e volitiva, Moreno, ra-gazzo sfortunato ma dotato di grandi qualità, Carmen, bellissima e solare, i genitori dei ragazzi, figure losche che per caso irrompono nelle tranquille vite dei due giovani e tanti altri”.
La componente umana è sempre presente in un andirivieni dall’Italia all’Argentina, intervallata da minuziose descrizioni di banchetti affollati da prelibatezze d’oltreoceano e locali, paesaggi, serate spensierate, attimi di paura, stati d’animo.
È un libro gentile e semplice, come il sorriso di un vero amico, amorevole e umanis-simo, come l’abbraccio di una mamma, romantico e profondo, come lo sguardo della persona amata; un testo capace di regalare un momento di serenità, dando peso alle piccole cose, quelle che trasmettono freschezza e serenità d’anima. Quella serenità che ha accompagnato Dolce Fioravante durante tutti gli anni del suo lavoro e che lo accompagna ancora oggi, nell’ultima fase della vita, quando prende per mano la sua cara Linda, sostenendola con amore e grande fede cristiana.

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