Si terrà un Focus, convegno di studi sull’abbazia benedettina di Sant’Eufemia nel territorio di Lamezia Terme e sul Bastione di Malta. Mando in rete un mio contributo, del resto non nuovo.
C’è in Spagna il paese di Santa Eufemia, nella provincia di Cordova, la cui tradizione locale è di essere fondazione di una schiera di trentatré cavalieri calabresi, il cui grido di battaglia era proprio “Sant’Eufemia”; ciò avvenne ai tempi del re Alfonso VII di Castiglia detto l’Imperatore, quindi dal 1126 al 1157. Sono noti, spero, i rapporti, anche matrimoniali, dei re normanni e svevi del Meridione con dei sovrani dei Regni spagnoli.
Gli abitanti di Santa Eufemia sono chiamati ancora “los Calabrès”; persino la squadra di calcio si denomina “la Calabresa”… E mi fermo qui: se qualcuno ne vuole sapere di più, me lo chieda con una bella pec.
Quando, infatti, ho provato a farlo sapere, or sono anni fa, sono stato preso sul serio solo da Calabria in Armi, che dedicò due convegni alla scoperta, e da alcuni amici personali. Pareva che se ne volesse incaricare la Provincia, allora presidente Bruno, ma tali furono i rinvii e le lungaggini e le esitazioni e i “poi vediamo”, che alla fine l’alcalde spagnolo dell’epoca scrisse una lettera, inviando a me copia, con cui annunziava di rompere ogni rapporto con la Provincia e la Calabria in genere.
Pensate cosa avrebbero fatto, in caso simile, in Umbria e in Toscana! E non vi dico in America, dove Nolan avrebbe in un lampo girato il filmone, sicuramente discutibile, però di enorme successo al botteghino. In Calabria d’Italia non importò niente a nessuno della Calabria di Spagna!
A me, oltre a leggere che nelle dichiarazioni di disistima dell’alcalde ero escluso io e solo io, non restò che pubblicare un romanzo. Ovviamente, non essendo roba per depressi e piagnoni, non se lo filò nessuno. Poi qualcuno si meraviglia che io attacchi ogni momento la cultura ufficiale dalle nostre parti.
Buon lavoro però al Forus.
Ulderico Nisticò