Il candidato sindaco della lista “Insieme per Satriano” dà mandato al legale dopo il comizio di chiusura del sindaco uscente. Viviamo Satriano denuncia anche la pubblicazione notturna di un video su Facebook: «Accuse false e offensive, tuteleremo dignità e onorabilità»
Una coda al veleno squarcia il sabato del silenzio elettorale a Satriano. A poche ore dalla conclusione ufficiale della campagna, il confronto politico si sposta dalle piazze alle carte bollate.
Michele Drosi, candidato a sindaco della lista n. 3 “Insieme per Satriano”, ha dato mandato al proprio legale di procedere nei confronti del sindaco uscente Massimiliano Chiaravalloti per le dichiarazioni pronunciate durante il comizio finale.
A comunicarlo è Fortunato Drosi, coordinatore del movimento “Viviamo Satriano”, che parla di affermazioni «gravi, false e altamente offensive» e annuncia l’avvio di un’azione giudiziaria per tutelare la dignità personale e politica del candidato. Secondo quanto riferito nella nota, la querela riguarderebbe le ipotesi di calunnia e diffamazione grave.
Al centro dello scontro anche un video pubblicato su Facebook dopo la mezzanotte dell’ultimo giorno utile di campagna elettorale. Il contenuto, secondo la ricostruzione di Viviamo Satriano, sarebbe stato intitolato: “Michele Drosi, il sindaco che rubava i soldi alle suore”. Una frase che il movimento giudica non solo lesiva dell’onorabilità del candidato, ma anche politicamente inaccettabile nel giorno in cui dovrebbe cessare ogni forma di propaganda.
La legge n. 212 del 1956 vieta, nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni, comizi e riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico, oltre alla nuova affissione di materiale propagandistico. La questione dell’estensione ai social network resta spesso oggetto di discussione applicativa, ma nella nota di Viviamo Satriano la pubblicazione viene indicata come una violazione del silenzio elettorale.
Fortunato Drosi respinge poi nel merito le accuse rivolte al candidato sindaco. «Altro che assenza di moralità», afferma il coordinatore, rivendicando l’operato amministrativo di Michele Drosi nei confronti delle suore e ricordando il finanziamento ottenuto, durante il suo mandato, per la ristrutturazione dei locali dell’ex asilo infantile Galateria.
Quei locali, sottolinea Viviamo Satriano, sono stati riportati «all’antico splendore» e oggi risultano nella disponibilità di un’associazione della famiglia salesiana. Un passaggio che il movimento richiama come prova concreta di attenzione, sensibilità e solidarietà verso una realtà religiosa e sociale storicamente significativa per la comunità.
La campagna elettorale si chiude così con uno scontro durissimo, destinato a proseguire fuori dal confronto pubblico e dentro le sedi legali. Nel giorno del silenzio, a parlare sono le accuse, le repliche e la promessa di un seguito giudiziario che rischia di lasciare il segno sul clima politico satrianese.