Scendere al Sud al tempo del Coronavirus e altro

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra Utente:  Caro M.T. e tutti quelli che si sono sentiti toccati dalla mia lettera, mi dispiace davvero di aver confidato nella capacità di comprensione dei lettori non specificando che il mio sfogo era rivolto SOLO alle 6000 persone rientrate in Calabria in questi ultimi 10 giorni e non a tutti i 180000 calabresi espatriati negli ultimi 15 anni.
Già il titolo dell’articolo avrebbe dovuto facilitare l’impresa.
Con questa lettera, che già le annuncio sarà l’ultima, perché lei (o altri) continuerà a vedere il bicchiere mezzo pieno e io mezzo vuoto o viceversa, ci tengo a dare una risposta a tutti i quesiti che mi sottopone in quanto a banalità ce la giochiamo.
La prima correzione: io sono una moglie felice, una mamma orgogliosa del suo piccolo, una donna che la mattina si alza e fa il lavoro che ama, una figlia che vede i propri cari ogni giorno.
In breve Io sono una donna FELICE.
E giusto per renderle il quadro completo, ho studiato fuori dalla Calabria, ho pianto anche io quando sono partita e finiti gli studi HO SCELTO di tornare.
Non ho mai provato frustrazione in vita mia se non quando devo servirmi della sanità.
Si, provo frustrazione ogni volta che mi devo alzare alle 6 del mattino per correre per riuscire ad accaparrarmi uno dei 50 numeri disponibili al giorno per l’accettazione in ospedale, provo frustrazione ogni volta che devo aspettare 8 mesi per un esame diagnostico e provo frustrazione quando devo farmi 1000 km per poter usufruire di strutture con macchinari all’avanguardia.

Provo frustrazione perché chi vive al Sud è tassato esattamente come il Nord, eppure la nostra sanità è indietro , tanto indietro.
Ma non è questo di cui stiamo discutendo ora.
Tornando a noi, mi si accusa di generalizzazioni, ma Lei quando dice “vedere disattese le nostre speranze di costruirci un futuro accanto a tutto ciò che abbiamo amato” a nome di quanti parla?
Perché mi sono sempre chiesta, quanti di tutti quelli che hanno deciso di costruirsi un futuro altrove prima si siano dati una possibilità al Sud?
Per mia umile opinione un 40%. Tantissimi della mia generazione già dalle università hanno scelto di studiare a Bologna, Pisa, Venezia, Milano, Roma, ecc.. nonostante tante facoltà come giurisprudenza per prenderne una ad esempio fosse presente sia a Catanzaro sia a Bologna.

E tantissimi dei tantissimi che hanno deciso di studiare ALTROVE una volta finiti gli studi sono rimasti, senza se e senza ma, ALTROVE.
Ma ho esagerato con il vinello stasera a cena o davvero sto leggendo vittimismo da chi ha scelto di vivere altrove?
Quale mia frase o concetto poteva farvi passare per ingrati verso chi vi ha cresciuti , sfamato e dato la possibilità di realizzare i vostri sogni?
IN QUESTO CASO, le uniche vittime siamo noi calabresi365giornilanno, che con tanti sacrifici abbiamo abbassato serrande e ci siamo rinchiusi in casa per poi vedere ste cucuzze vuote percorrere in treni 1000km muso a muso, mettendo a repentaglio loro stessi in quanto tanti erano pensionati in trasferta al nord dai figli e mettendo al repentaglio chi invece li avrebbe accolti una volta a destinazione.

Lei percepisce che provo invidia o disprezzo per chi, chi di più o di meno, è riuscito a realizzarsi altrove?
Partire per andare al Nord, ad esempio in una Milano, o in un Ticino che da sempre offrono possibilità a chiunque è oggetto di invidia? E perché? Se io avessi voluto sarei potuta partire tranquillamente perchè fino al 12 Marzo non avevo l’obbligo di dimora.
Ma io HO SCELTO di stare dove sto.
Mi dispiace se dalle mie parole abbia percepito odio e disprezzo, perché forse l’unico sentimento che avrebbe dovuto percepir è rabbia.

Quando come Presidente della Repubblica è stato eletto Mattarella ( nato in SICILIA) o quando come Ministro della Giustizia è stato proposto Gratteri (calabrese) , o quando Gattuso e Iaquinta hanno vinto i Mondiali di calcio, o quando a scuola ho imparato che Pitagora fondò la sua scuola a Crotone, o quando ascolto alla radio canzoni di Mia Martini o di Rino Gaetano, o quando in vacanza passeggio su Corsi illustri e vedo negozi Versace, o quando ho letto che a Londra la prima cattedra al mondo in chirurgia metabolica per il trattamento del diabete è stata assegnata al dottore calabrese Francesco Rubino, o che Gianvito Casadonte avrebbe fatto parte della giuria dei David di Donatello o che lo chef Quintieri conquista la medaglio di argento ai campionati del mondo di Basilea, o quando come miglior distilleria al mondo viene premiata nel 2019 la Caffo, o quando fuori dalla Calabria ho trovato prodotti Amarelli, Callipo,Gugliemo, i vini Cirò, il riso di Sibari, la nduja di Spilinga, solo per fare alcuni esempi, io mi sono sentita ORGOGLIOSA, perché sono orgogliosa quando anche il resto mondo ha la possibilità di scoprire quanto è ricco il Sud.

Ma ricca non di mafiosi, di pecore, di vagabondi, ma di grandi aziende, di gente che vale, di gran lavoratori, di gente che ha tanto da dare e insegnare.
E qua scatta la rabbia, quando tanta ricchezza è sparsa altrove. Quando vedo, mi passi la metafora azzardata che spero capisca, le mamme che lavorano per istruire e sfamare figli non loro, lasciando i loro a digiuno e ignoranti.
Mamma che però nel momento del bisogno, spinta dal richiamo del sangue, cerca conforto da questi figli disperati.
Cosa si aspettano di ricevere non lo so.
Quello che troveranno però è POCO, perché POCO questi figli hanno avuto , POCO gli è stato insegnato.
Poco ha da offrire questo Sud a chi viene a trovare riparo contro una PANDEMIA.
Il Codacons Calabria denunciava ieri che in alcuni ambulatori ASP della regione il personale combatte il virus a mani nude perché guanti e mascherine non sono pervenute.
La Santelli, ha detto che il Ministro della Sanità le ha comunicato che i macchinari necessari per affrontare il Cord-19 arriveranno tra 45 giorni.
Lo capisce il problema qual è? Non è che avete deciso di essere felici e realizzarvi altrove, ma che dovete avere il buonsenso di capire che questo non è il momento di tornare in una terra dove gli ospedali tirano a campare, perché quelle che lei chiama “ POSSIBILI ripercussioni negative sulla loro salute e dei loro effetti” tra qualche giorno saranno Ripercussioni CERTE, se continuate ad arrivare in una quantità che sembra ferragosto.

Ed è proprio sperando di non arrivare ai picchi di Bergamo con 3000 contagiati, vi abbiamo detto in tutti i modi di starvene dove , volente o nolente, vi trovate. Non ci possiamo affidare alla sorte, non ce lo possiamo permettere.
E se ci siamo concessi di dirvi ciò è perchè non vi sappiamo nel mezzo del deserto, non vi stiamo abbandonando, ma “porca cippa” avete gli ospedali migliori d’Europa a portata di mano,e visto che il pericolo è una pandemia questo non può essere un dettaglio trascurabile.
Quindi dove “cippa” scappate?
Altro quesito che mi ha posto.
Io non mi sono sognata minimante di dire che solo dal 3 marzo al 3 aprile provate dei sentimenti verso i vostri cari, che provate sentimenti a tempo , e che ve ne dimenticate per tutto il resto dell’anno.
Ho parlato dell’AZIONE di SCENDERE al Sud giusto in questo periodo in massa, spinti dal desiderio di affrontare la pandemia con mamma e papà.
Proprio ora, l’unica occasione in cui per il Sud essere fanalino di coda non era sinonimo di handicap.

Vivo al Sud 365 giorni all’anno e le posso assicurare che ci sono giorni o forse mesi dove i paesi sono più deserti di questi giorni di quarantena.
Credo piuttosto che siete scappati al Sud per ripararvi, pensando stupidamente che il virus codv-19 scansava queste terre desolate o perché affrontare una quarantena sul balcone di monolocali o bilocali tra nebbia e smog fosse impresa assai ardua.
E più stupidamente una volta tornati non avete considerato l’idea di mettervi in quarantena perché stavate bene, perché figurarsi se potevate essere incubatrici del virus. Ma che stupidità!
E così ci ritroviamo a già 89 casi positivi e 1 decesso su SOLO 1000 tamponi effettuati, con tutta la settimana in cui si prevede il picco di questo virus ancora da affrontare con solo 100 posti di terapia intensiva.

Il mio pensiero era, giusto per spiegare per evitare interpretazioni stupide, i vostri cari vi mancano e li amate sempre e in questi giorni li pensate ancora di più? Benissimo, ottimo, bellissimo.
Ma in nome di questi sentimenti, statevene dove siete.
Perché Calabria, Sicilia, Campania, Puglia non sono il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna.
Qui è un impresa anche registrare un impegnativa per prenotare una visita, figuriamoci affrontare una PANDEMIA.
Passata questa brutta tempesta, tornate quando volete e che volesse Dio che ciò potrebbe essere ogni week end. Perché l’aumento delle vostre presenze fa bene a qualsiasi luogo o Regione, oltre ai vostri cari.
Amate più di me questa terra? TUTELATELA allora, in un caso più unico che raro di poterlo fare a distanza.
Per adesso, e qui mi dispiace continuare a deluderla, continuerò a criticare i 6000-SEIMILA calabresi , nordisti acquisiti rientrati, confermando ogni parola detta e le assicuro che mi sono trattenuta dal definirli diversamente mentre leggo dai giornali e dal web ,che tutti i casi accertati sono direttamente persone giunte dal nord o indirettamente contagiati da essi.

Oh, e tranne il Papa ve lo hanno detto davvero tutti di non scendere al Sud: Presidente del Consiglio, ISS, sindaci, concittadini, Presidente della Protezione civile, speaker radiofonici, Presidente della Regione, conduttori tv, per arrivare a Barbarella D’Urso in cui confidavo per arrivare ai quozienti intellettivi zoppicanti.
Ma tutte parole al vento, e il virus al Sud non è stato portato dai cinesi, e mi creda che qua sono davvero tanti, o da tedeschi, iraniani, francesi, ma da incoscienti, egoisti, ottusi, incivili, ignorantoni figli di questa terra che come lei si vantano di amarla tanto.
E mi chiedo, per aggiungere un altra banalità, se invece di dire “restate a casa” avessero detto “preparatevi a partire per la guerra”, la soluzione qual era? mettere mamma nel borsone?

L’unica cosa da fare era , sempre per mio umile pensiero, togliere fuori “le cippe” e armarsi dello stesso coraggio che avete avuto a lasciare questa terra che amate tanto per andare a stare meglio e con lo stesso coraggio e sofferenza decidere di continuare a rimanerci lontano per il bene in primis vostro (perchè ora gli appestati siete qua, ma al ritorno gli appestati sarete là) , e soprattutto per il bene dei genitori e nonni che tanto hanno fatto per crescervi, educarvi e farvi partire e che meritano di godersi la vostra realizzazione dal divano del loro salotto e non dalla brandina del Pugliese.
Su una cosa però ha ragione, che non ho ricevuto ancora tutti i successi e le soddisfazioni che spero di ottenere.
Tempo al tempo, per adesso me la cavo. La mia attività ha ancora solo 2 anni di vita e la mia piccola peste si mangia vivo la metà delle mie energie
Non mi posso permettere il Mercedes, ma ho i soldi per cibo e vestiti, per pagare bollette e tasse e qualche sfizio.

Per il resto, HO SCELTO di vivere al Sud, con il mare fronte casa, la vicina di casa che mi sgrida se non le faccio fare la baby sitter, con il vicino anziano che si preoccupa di portarmi le uova fresche per il piccolo, con il negoziante che mi fa credito se dimentico il portafoglio, con il pomodoro comprato direttamente dal furgoncino del contadino che sa di pomodoro, in una città dove più o meno i 4 gatti che siamo rimasti ci conosciamo tutti e questo comporta un senso di sicurezza non indifferente.
Voi sicuramente amate questa terra lontana ma scolpita dentro di voi.
Ma io la amo perchè la vivo e la nutro tutti i giorni.
E non ho la presunzione di sapere chi la ama di più tra lei e me, ma so con certezza che io la amo incodizionatamente, la amo così tanto che l’ ho scelta tra 100000000 terre più belle, più ricche, più evolute, meno corrotte; la amo così tanto perchè nonostante la vita è peggiore, si vive meglio.
E confermo che “oggi più convinta di ieri della scelta fatta”, perché senza tutto ciò non saprei vivere.
La amo così tanto perchè io qua sono felice, perchè esattamente come diceva Oscar Wilde
” felicità non è avere tutto ciò che si desidera, ma desiderare tutto ciò che si ha”.

A.B.

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