Scie luminose in cielo nella notte viste anche in Calabria: svelato il mistero


Uno spettacolo mozzafiato ha svegliato il Centro-Sud e la Calabria: non si è trattato di una meteora, ma del rientro atmosferico di un vettore spaziale lanciato lo scorso marzo.

Un risveglio tra stupore e mistero quello di stamattina, lunedì 13 aprile 2026, per migliaia di cittadini del Centro-Sud Italia. Intorno alle 05:40, mentre le prime luci dell’alba iniziavano a schiarire l’orizzonte, una spettacolare scia di detriti luminosi ha solcato il firmamento, trasformando il cielo in un palcoscenico spaziale.

L’evento, particolarmente visibile nella parte settentrionale della Calabria, è durato diversi minuti. Testimoni oculari descrivono una lunga scia frammentata, composta da decine di punti brillanti che viravano dal giallo intenso al rosso fuoco. In pochi istanti, i social network sono stati inondati di foto e video, alimentando le ipotesi più disparate, dal passaggio di una cometa a un intenso sciame meteorico.

La verità dietro le luci: il “tuffo” del Kinetika 2
​Il mistero è stato risolto tempestivamente dagli esperti di Passione Astronomia. Contrariamente alle prime impressioni, non si è trattato di un fenomeno naturale. Quelle scie erano i resti del secondo stadio del razzo cinese Kinetika 2, rientrato in modo incontrollato nell’atmosfera terrestre proprio sopra la nostra penisola.

​Il vettore era decollato il 30 marzo dalla base di Jiuquan, con la missione di mettere in orbita il prototipo del veicolo cargo privato Quinzhou e tre satelliti in orbita polare. Dopo due settimane di permanenza nello spazio, il secondo stadio ha esaurito il suo ciclo orbitale.

​”L’impatto con gli strati densi dell’atmosfera a velocità ipersonica ha causato la frammentazione del detrito”, spiegano gli esperti. “L’attrito estremo ha generato il calore necessario a produrre quella caratteristica scia infuocata visibile a occhio nudo”.

Tecnologia e monitoraggio spaziale
​Il Kinetika 2 rappresenta l’avanguardia della nuova generazione di lanciatori commerciali cinesi, progettato per missioni scientifiche e carichi pesanti in orbite polari. Sebbene il rientro di questi stadi sia costantemente monitorato a livello internazionale, prevedere con esattezza il punto di impatto e la visibilità resta una sfida legata a variabili fisiche e angolazioni orbitali.

Questa volta, il caso ha voluto che l’ultimo atto del gigante tecnologico cinese andasse in scena sopra i cieli italiani, regalando un fuori programma indimenticabile a chiunque si trovasse con il naso all’insù nelle prime ore della giornata.