Sciolto il Consiglio comunale di Nardodipace

nardodipaceIl Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Angelino Alfano, ha deciso di sciogliere il Consiglio comunale di Nardodipace. La decisione è stata presa “al fine di consentire il risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata”.

La Commissione di accesso agli atti al Comune di Nardodipace, i cui organi elettivi sono stati sciolti oggi dal CdM, era stata inviata dalla Prefettura di Vibo Valentia il 18 febbraio scorso e scaturiva dagli esiti dell’operazione “Uniti per la truffa” che il 3 febbraio scorso ha portato agli arresti domiciliari il sindaco Romano Loielo, l’ex vicesindaco Romolo Tassone (poi scarcerati dal Tdl), e fra indagati a piede libero, fra gli altri, anche la moglie del primo cittadino, Claudia Ienco, il vicesindaco Alberto Franzè, il consigliere comunale di maggioranza Antonio Franzè, l’assessore Maurizio Maiolo e la moglie di quest’ultimo Marinella Iacopetta.

Anche la precedente amministrazione guidata da Romano Loielo era stata sciolta dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni mafiose il 13 dicembre 2011. Tale scioglimento era stato poi confermato pure dalla Presidenza della Repubblica che aveva respinto un ricorso straordinario degli amministratori, rieletti pero’ il 18 novembre 2013. Romano Loielo nel novembre 2014 era stato candidato al Consiglio regionale della Calabria nelle file di FdI-An di cui è stato dirigente nazionale.

Con lo scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace il Consiglio dei ministri ha contestualmente affidato la gestione dell’ente ad una commissione straordinaria composta dal viceprefetto Francesca Giovanna Buccino, dal viceprefetto aggiunto Giuseppe De Marco e dal funzionario economico-finanziario Stefano Tenuta.

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