Scomparsa di Pino Aprile, e qualcosa sul Meridione

 Pino Aprile dev’essere una persona furba, e, avendo capito che il meridionale è un bambinone in cerca di emozioni facili, ha pubblicato libri di nessun valore storiografico, però capaci di suscitare sensazioni pruriginose. In sintesi: prima del 1860 il Sud era ricchissimo, poi sono arrivati i cattivi, e nel breve volgere di qualche mese, il Sud è diventato poverissimo. Ah, c’è stato anche un genocidio: formalocchiu!

 Siccome l’affermazione è divertente, l’Aprile ha venduto una valanga di copie, e tantissimi, anche sui social, ripetono le sue invenzioni di ricchezze che mai furono e promesse di ricchezze che mai saranno; e di pianti sul trisnonno assassinato che invece campo, come la mia quadrisavola, 104 anni.

 Mica c’è solo Aprile. Qualcuno, numeri alla mano, dimostra che è il Sud che mantiene il Nord; qualcun altro, che dobbiamo essere risarciti; e tutti proclamano la superiorità morale del Sud perché a Caserta c’era il bidet: 01 bidet per dieci milioni di sederi del 1860… insomma, è una buffa gara a chi la spara più grossolana.

 Ecco, Pino Aprile è proprio la dimostrazione che nel Meridione è netta l’opinione che i libri sono uno svago e un gioco, con niente a che vedere con il reale; e si leggono per divertirsi. Tantissimi, infatti, hanno letto i libri dell’Aprile, tantissimi si sono eccitati con la milza e il fegato; nessuno, con la ragione, ci crede, perché le opinioni dell’Aprile sono palesemente campate in aria.

 Ed ecco, infatti, le elezioni, in cui un movimento di opinione (si fa per dire) dovrebbe trasformarsi anche in un movimento politico ed elettorale. E invece:

– elezioni regionali della Campania: 0,24%, cioè, per aritmetica, due (02) elettori ogni comune campano, Napoli in testa;

– elezioni regionali della Calabria: 0,0%, giacchè l’Aprile tentò di corteggiare De Magistris, il quale però non si fece gabbare dalle chiacchiere; quindi, Aprie zero;

– elezioni politiche nazionali 2022: totale assenza dell’Aprile, dei Patruno, dei Ciano eccetera, che evidentemente non hanno trovato quattro poveracci per mettere assieme una lista.

 Magari Aprile scriverà, e venderà un libro per dimostrare che anche del suo fallimento 2022 la colpa è di Garibaldi o di Camillo Benso. Sarebbe Cavour, ammesso sappia chi sia stato. Napoleone III? Da lui e soci mai sentito nominare. Vittorio Emanuele II, Aprile e soci lo conoscono solo in quanto donnaiolo.

 Basta con Aprile, che non avrebbe meritato tanto spazio, se non fosse l’esempio tangibile di come il Meridione sia assente dalla politica. Sì, certo e ovvio: tutti i partiti hanno magiche ricette per rendere il Meridione felice e contento, ma sono la versione solo in apparenza meno infantile delle tesi aprilesche; ma sempre infantili, e volte ad attirare voti di polli.

 I politici meridionali… ragazzi, ma lo sapete che nel 1861 la Camera dei deputati era a maggioranza numerica meridionale? Ebbene, tutti deputati muti, anche per evidente difficoltà a parlare in fluente italiano.

 E oggi? Eleggiamo, a Sud, dei mediocri e men che mediocri, e li eleggiamo perché sono candidati; e sarebbero eletti anche se non li votassimo e se non andiamo affatto a votare. Che fanno? Obbediscono, in parlamento, al comando del capogruppo; e senza battere ciglio o esprimere un qualsiasi parere.

 E gli intellettuali meridionali? O piangono, o combattono la mafia (segue cena), o volano con bambinesca fantasia verso il futuro o verso il passato. Carini, quelli che sognano un Meridioone fatto di piccolissimi paesi con bottegucce e ciabattini… L’economia reale; la produzione? Ma dai, sono cose per il Giappone o per Milano: noi, a Sud, campiamo d’aria pura… ammesso lo sia.

 La cultura? Ma è cosa per Firenze. Noi a Sud, quello che abbiamo siamo bravissimi a gettarlo giù dalla finestra: vedi Bronzi, vedi Gagini!

Ulderico Nisticò