Molto scorretto un titolo di giornale di oggi 2 dicembre: “Chiuderanno cinquecento scuole”; e invece chiuderanno solo cinquecento dirigenze, e non le scuole. Qualcuno, per ragioni di polemica, cade dal pero; e si dimentica che l’accorpamento di istituti è un’operazione che viene compiuta almeno dagli anni 1990.
Esempi a iosa, e restiamo solo a Soverato e qui vicino: Liceo e Ragioneria; Alberghiero e Primaria (Media ed Elementari); Tecnico, Liceo, Agraria a Chiaravalle; istituti di Girifalco e Squillace; varie Medie…
Da quegli anni 1990, moltissime scuole sono state chiuse davvero, ma per il motivo più ovvio e doloroso: il crollo demografico. Prima, ricorderanno i meno giovani, in ogni paesello c’era una Media con preside e segreteria… senza scordare, in alcuni, in tantissimi casi, gli stuoli di impiegati e bidelli, spesso, spessissimo di natura puramente assistenziale e dalle misteriose assunzioni. Ebbene, prima ci son stati gli accorpamenti, poi le inevitabili chiusure.
A parte l’inevitabile, gli accorpamenti sono un bene o un male? Arriva la notizia che la Ragioneria di Soverato, accorpata al Liceo, è la prima scuola della Calabria: congratulazioni. Come si vede, il funzionamento o meno di una scuola non dipende dall’autonomia burocratica, che poi vuol dire una segreteria. Dipende certo dalla dirigenza, però chi vuole fare il preside, deve sapere a cosa va incontro, anche se gli assegnano due o tre scuole; e anche in paesi diversi.
E, fatti alla mano, le attuali dirigenze di Soverato e Chiaravalle sono soddisfacenti, anche se accorpate.
Il problema, torno ancora agli anni 1990, è che gli accorpamenti vennero allora decisi con il più piatto e banale dei criteri: numeri e spazi; e non ci fu, e nemmeno ancora c’è, una riorganizzazione del sistema. Per anni, nessuno ha capito se un Liceo Classico accorpato con un Professionale (è successo) erano due istituti o uno solo. E non parliamo di complicazioni burocratiche e formali: ovvero, io, a quei tempi, ed essendo in possesso di abilitazione italiano storia geografia, italiano latino, latino greco, avrei potuto anche occupare mezzo posto al Professionale e mezzo al Classico; ma quello di solo italiano non poteva passare a greco… Tranquilli, capitò anche questo, pur di tappare buchi.
La prima e nefasta conseguenza fu la fine della continuità didattica, strumento essenziale di formazione ed educazione; e stravolta da piatte, e a volte arbitrarie esigenze di organigramma.
Conclusione: non chiuderanno le scuole, ma le presidenze, e non è un problema; ma problemi di ristrutturazione restano, e il ministro deve metterci mano. Le proteste? Beh, sono cose che succedono, e abbiamo visto persino una scuola occupata… contro la nomina della Meloni: la rivoluzione durò due giorni, e ora i ribelli stanno studiando come prima. Se studino bene o male, non ve lo so dire; ma studiano.
Ulderico Nisticò