Scuola e covid, e un’idea balzana di natura personale

 Le discussioni sulla scuola sono lo specchio del disordine mentale in cui versano sia la politica sia i partiti sia la stessa scuola: a parte il ridicolo dei banchi con rotelle (e vorrei sapere chi li produce e quanto costano), dell’allargamento delle aule in edifici che vantano, per metà, 60 anni di vita… ora c’è che i professori sono “fragili”: non è una mia battuta, è un termine ufficioso del ministero, e ripreso dai giornali.

 Fragile, latino fragilis, dalla radice del verbo frango, is, fregi, fractum, ere, spezzare. Perciò si dice che vetro e porcellana sono fragili, e c’è scritto pure sui pacchi.

 Per forza mi viene a mente l’antico detto calabrese “omu e pinna”, usato dal popolo per indicare notai, avvocati, scrivani, preti, insegnanti… categorie cui il popolo non attribuiva né forza fisica né durezza di carattere, ma piuttosto mollezza, e, sottinteso, una certa sospetta duttilità operativa. Gente non adatta alla campagna… e figuratevi in caso di assalto di Saraceni e Turchi. Ah, corollario, l’uomo di penna è anche poco confacente a banchetti e libagioni, e soggetto a mal di stomaco con annessa dieta. E mi fermo qui, perché siamo in fascia protetta.

 Ora si legge che alcuni non pochi professori fragili stanno inviando certificati medici in vista della ripresa… molto ipotetica… delle lezioni. Fra tutti i guai della scuola, si rischia perciò di avere vuote le cattedre a rotelle.

 Ebbene, se uno e fragile… Ma ci sono tantissimi giovani, stavo per dire neolaureati, in realtà laureati da anni e che trascinano una vita professionale precaria, o sono a spasso. Si parla di concorso? Lo si tenga subito; e i meritevoli subito vengano assunti. Magari con procedure d’urgenza, come in tempo di guerra. Siamo o non siamo in prima linea contro il covid? Procedure rapide non vuol dire concorso facile, vuol dire azzerare le trappole e lentezze burocratiche; ovvero:

  • domanda, alla data del 3 settembre, domani;
  • disamina della documentazione entro lunedì 7: o sono fragili anche i burocrati, e non lavorano di domenica?
  • scritti, entro il 30;
  • correzione entro il 15 ottobre: o sono fragili anche i commissari?
  • orale pure di notte, entro il 31;
  • assunzione dopo i Santi e i Morti, il 3 novembre.

  E i fragili? Beh, nel frattempo, o guariscono, o restano ammalati e si nominano i supplenti.

 Ora mi viene un’idea alquanto eretica: male che vada, richiamate me in servizio. Sono laureato in lettere classiche vere; e abilitato in italiano storia geografia latino greco; l’età non mi vieta di ricordare tutti i più sottili segreti dell’aoristo secondo passivo; ho un curriculum professionale e culturale lungo un lenzuolo; non sono fragile, anzi piuttosto popolaresco e, direi, rustico; ho fatto il 68, il militare… Quanto al compenso, lasciatemi la pensione e aggiungete qualche buon centinaio di euro per il disturbo.

Ulderico Nisticò