Scuole, la protesta di Corbelli davanti al Tar: “sono una polveriera, vanno chiuse”

Continuano incessanti le polemiche dopo la nuova bocciatura del Tar che ieri ha sospeso l’ordinanza regionale con cui il presidente Spirlì aveva chiuso le scuole di ogni ordine e grado in Calabria. Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha inscenato ieri mattina una protesta a Catanzaro davanti la sede del Tribunale amministrativo regionale per chiedere “che si eviti un massacro di studenti, insegnanti, personale scolastico e quindi per le loro famiglie”.

“Chiediamo che si chiudano le scuole almeno per qualche settimana in modo che si possa procedere alla vaccinazione del personale, perché è necessario mettere al riparo ragazzi e insegnanti, altrimenti si rischia il massacro: questo non lo dice Corbelli, lo dicono gli scienziati e gli esperti. Le scuole oggi – ha sostenuto il leader del Movimento Diritti Civili – sono un focolaio e una polveriera, per questo oggi sono venuto qui”.

“Il decreto del Tar – ha detto ancora Corbelli – è stato un errore, che bisogna riparare e consentire la chiusura, per qualche settimana, per avviare la campagna di vaccinazione del personale scolastico e scongiurare così che la riapertura delle scuole possa in questo momento provocare una vera strage di studenti, insegnanti, delle famiglie interessate e non solo. Si ha la consapevolezza che le scuole sono oggi pericolose, che, a parere di tutti gli esperti e i scienziati, sono diventate un focolaio, una polveriera, si ha la certezza che la variante inglese colpisce proprio i più giovani, bambini e ragazzi, eppure incredibilmente e colpevolmente si continua a mandare migliaia di studenti, di insegnanti nelle scuole”.

“Per questo bisogna chiudere subito le scuole prima che sia troppo tardi – prosegue. – Quanto accaduto è grave e ingiustificato, perché il Tar non può sostituirsi agli esperti, agli scienziati, al comitato scientifico che affermano la pericolosità oggi delle scuole aperte per la forte contagiosità della variante inglese che colpisce proprio i ragazzi e i bimbi. Per questo consigliano misure drastiche, quale forma di prevenzione, dovunque in Italia, al di là del colore delle regioni”.

Il leader di Diritti Civili ha concluso affermando che “la battaglia non si ferma, continua, sino a quando non si arriverà alla chiusura delle scuole che dovrà continuare per tutto il periodo di vaccinazione del personale scolastico. Una scelta, questa, ragionevole, di buon senso a tutela e protezione degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie e della stessa Calabria”.